
Guido Castelli – Foto Pagina Ufficiale Facebook
ROMA – Al convegno “Ambiente ed Energia. Ambiente, energia e aree interne: sicurezza nazionale, sviluppo territoriale e innovazione per il futuro dell’Italia”, svoltosi nella Sala Koch del Senato, il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico che unisca ambiente, energia, sviluppo e coesione per contrastare lo spopolamento delle aree interne italiane ed europee.
Castelli, intervenuto insieme a esponenti del Governo, del Parlamento e del mondo industriale, ha criticato il “pensiero unico ambientalista” e il presupposto ideologico secondo cui l’uomo sarebbe “nemico della natura”. La sua esperienza nella ricostruzione post-sisma dimostra, al contrario, che abbandono e spopolamento sono tra le principali cause delle criticità ambientali.
Il Commissario ha richiamato la recente chiusura della consultazione sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura, sostenendo la necessità di un approccio più aderente alle specificità dei Paesi europei: dal Green Deal a un “Tricolore Deal”, fondato sulla neutralità tecnologica e su obiettivi non vincolati a tecnologie imposte centralmente.
Castelli ha evidenziato come il “catechismo ambientalista” rischi di danneggiare la biodiversità italiana: l’espansione incontrollata dei boschi – oggi 12 milioni di ettari, il doppio rispetto agli anni ’70 – e l’assenza di presidio umano aumentano i rischi idrogeologici e ambientali. La gestione attiva del territorio, compresa la filiera del legno, è quindi essenziale.
Richiamando la strategia europea “Right to Stay – Your Region, Your Future”, Castelli ha ribadito che il “diritto a restare” nelle aree interne richiede servizi, infrastrutture, lavoro, innovazione ed energia sostenibile. La ricostruzione post-sisma è stata presentata come un modello capace di affrontare insieme crisi sismica, climatica e demografica.
Sul fronte energetico, Castelli ha sottolineato che nell’Appennino centrale l’energia è una leva di autonomia e coesione: l’efficientamento degli edifici danneggiati genererà risparmi tra 180,9 e 360 milioni di euro l’anno. Ha inoltre proposto di trasformare i 421 impianti idroelettrici delle quattro regioni in un grande sistema di accumulo gravitazionale tramite ripompaggio.
In chiusura, il responsabile dell’Ufficio studi FdI Francesco Filini ha ribadito la linea del Governo sul mix energetico e sulla necessità di superare i tabù sul nucleare, in coerenza con il programma presentato nel 2022.