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Pescara, Sospiri: “è vergognosa la gestione della vicenda dei precari della Attiva”

da Redazione Abruzzonews

foto protesta precari Attiva a PescaraIl capogruppo di Forza Italia in Regione Abruzzo interviene sulla decisione di affidare a 14 immigrati il servizio del verde, che potrebbe invece essere assegnato ad Attiva per  il reintegro degli ex interinali

PESCARA – Oggi,1 maggio 2016 ,Festa dei Lavoratori  vogliamo  dedicare un pensiero a chi il lavoro lo ha perso o lo sta cercando, con l’auspicio che le istituzioni realmente si impegnino per lo  sviluppo economico del nostro Paese.Per questo vogliamo ricordare che  a Pescara sessantacinque ex interinali di Attiva sono alla fame da 112 giorni con le proprie famiglie  e sopravvivono solo grazie alla gara di solidarietà che si è aperta in città.

A  ribadire  che il disagio e la disperazione  attanagliano questi nostri concittadini è il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, prendendo spunto dalla decisione del sindaco Alessandrini di affidare a 14 presunti immigrati accolti nelle strutture della Caritas e negli alberghi gestiti dalla cooperativa Eta Beta il servizio del verde.Per il capogruppo la situazione è paradossale e vergognosa e quei 65 lavoratori potrebbero tornare a lavorare con Attiva, se solo il sindaco deliberasse di affidare alla società in house la manutenzione ordinaria del verde pubblico .

“Un’operazione mediatica – ha sentenziato il Capogruppo Sospiri -, spacciata per solidarietà e integrazione. E allora cominciamo a chiamare le cose con il loro nome: quei 14 presunti profughi non presteranno ‘opera di volontariato’ nella cura del verde, perché lo Stato italiano oggi ‘mantiene’ quei presunti profughi versando ogni giorno per loro 50 euro per vitto, alloggio, servizio lavanderia e servizio telefonico, e questo per gli adulti, così come per i bambini. Parliamo di un autentico business che sino a oggi ci è costato ben 13 milioni di euro, versati a quelle strutture che, partecipando a una gara d’appalto, stanno ospitando almeno 500 immigrati tra Pescara e provincia, distribuiti tra alcuni alberghi e i dormitori della Caritas, questi ultimi costruiti in teoria per dare ospitalità ai senzatetto locali, che invece sono tornati a vivere e dormire tra la stazione centrale e gli spazi esterni. Secondo il sindaco e la sua giunta ‘della solidarietà’, affidare ai 14 presunti immigrati la manutenzione del verde significa ‘favorire la loro integrazione’ e ‘non farli sentire un peso per la società’, dunque una sorta di ‘operazione simpatia’. Apprezzabile: peccato che sotto le finestre del Comune da 112 giorni ci siano 65 lavoratori e relative famiglie che sono state buttate fuori dalla Attiva Spa, parliamo di ex interinali che si sono ritrovati sulla strada anche dopo 10 o 15 anni di servizio, persone di 45, 50, anche 60 anni che hanno zero possibilità di ritrovare un altro lavoro. Una situazione drammatica, pronta a esplodere da un momento all’altro, e che invece aveva e ha una soluzione elementare, ovvero: per consentire il loro ritorno a lavoro, basta ampliare i servizi affidati alla Attiva, ad esempio cedendole la manutenzione ordinaria del verde cittadino, sfalci, potature, cura delle aiuole. In questo modo si incrementerà il fabbisogno di personale della Attiva, permettendo la reintegra in servizio degli ex interinali, un’operazione semplicissima, di competenza del Consiglio comunale, e che è già stata sperimentata con successo in altre città, dunque bastava copiare per rimediare al dramma di 65 famiglie. E invece il sindaco-degli-immigrati decide che i presunti profughi, che già oggi sopravvivono benissimo con i soldi dei contribuenti italiani, vanno integrati, mentre 65 famiglie di Pescara possono vivere nella fame e vanno emarginati. Forza Italia – ha ribadito il Capogruppo Sospiri – ritiene questa operazione una vergogna, uno scandalo senza precedenti, così com’è vergognosa la gestione dell’intera vicenda dei precari della Attiva. Ovviamente non condividiamo quel Protocollo d’intesa, senza nulla togliere agli incolpevoli partner del Comune, come la Caritas o la Prefettura, ma da questo momento apriamo una vertenza politica perché la gestione del verde sia ceduta subito ad Attiva per difendere i diritti dei cittadini di Pescara, perché Pescara e i pescaresi vengono prima di ogni altra cosa”.