AVEZZANO – Si chiude oggi, 4 giugno, il Cammino dell’Accoglienza, un percorso che da tredici anni unisce memoria, territorio e partecipazione. Non è stati soltanto un trekking di tre giorni attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi della Marsica, né una semplice rievocazione storica: è stata un’esperienza collettiva che ha intrecciato storia locale, educazione civica e identità comunitaria. Partito il 2 giugno, nel giorno della Festa della Repubblica, il Cammino arriva oggi ad Avezzano dopo aver attraversato le terre che, nell’ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale, furono teatro di episodi di Resistenza civile, accoglienza e coraggio.
Per i ragazzi delle scuole marsicane, protagonisti dell’edizione 2026, questi tre giorni hanno rappresentato un’occasione unica per conoscere da vicino il territorio in cui vivono, ascoltare testimonianze e comprendere come la Marsica sia stata, allora come oggi, una comunità capace di opporsi alla violenza e scegliere la via della solidarietà. La conclusione del percorso coincide con una data simbolica: il 4 giugno, giorno in cui si ricorda l’Eccidio dei 33 Martiri di Capistrello, una delle pagine più dolorose della storia locale, quando i tedeschi uccisero civili inermi e innocenti.
Promosso dall’Associazione “Cammino dell’Accoglienza”, dall’Associazione Culturale “Il Liri”, dall’ANPI Marsica e da numerosi Comuni della Valle Roveto e del territorio avezzanese, il Cammino giungequest’anno alla sua 13ª edizione. L’obiettivo resta quello di mantenere viva la memoria della Resistenza civile ad Avezzano, Luco dei Marsi e nella Valle Roveto, valorizzando al tempo stesso il patrimonio naturalistico, sociale e culturale della Marsica e trasmettendo ai più giovani i valori di pace, accoglienza e responsabilità collettiva.
Il Cammino dell’Accoglienza si conferma così un viaggio nella storia e nella memoria, ma anche uno sguardo sul presente: un modo per riflettere sull’identità marsicana, sulla sua tradizione di ospitalità e altruismo e sul significato che questi valori assumono oggi, alla luce dei complessi scenari internazionali. Un percorso che unisce passato e futuro, radici e consapevolezza.
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