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Biennale del Gran Sasso: oltre 250 candidature da tutto il mondo per l’edizione 2026

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L’AQUILA – L’edizione zero della Biennale del Gran Sasso parte già con un segnale forte: oltre 250 candidature arrivate da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo – tra cui Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Russia – per partecipare al nuovo progetto dedicato all’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino. Un interesse che conferma la capacità del territorio aquilano di attrarre creatività, ricerca e sperimentazione internazionale.

La call for artists, chiusa il 28 giugno, ha dato il via al lavoro della commissione artistica incaricata di selezionare fino a cinque progetti che saranno poi realizzati lungo il Cammino del Gran Sasso nella seconda metà di settembre, dopo un periodo di residenza artistica. La commissione è composta da figure di primo piano del panorama culturale: Maurizio Coccia dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, curatore della Biennale, Antonio David Fiore della Soprintendenza Abap L’Aquila-Teramo, le direttrici artistiche Valentina Bosio e Patrizia Cianforlini, Barbara Olivieri della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, Roberta Ianni dell’Associazione Cammino del Gran Sasso e Luca Pasquali dell’Associazione Frequenze.

Coccia, docente di Storia dell’arte contemporanea e critico di lunga esperienza, porta alla Biennale un profilo internazionale: dirige il Centro per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini di Trevi, collabora con istituzioni museali e nel 2016 ha fatto parte del Comitato scientifico del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia.

I progetti selezionati dovranno essere opere originali site-specific, capaci di dialogare con il paesaggio, i borghi e le comunità del Gran Sasso. Il tema scelto per questa prima edizione, “La Soglia”, richiama l’idea di passaggio, trasformazione e possibilità: un concetto che si presta a interpretazioni artistiche diverse, dalle installazioni alla land art, dagli interventi multimediali alle performance. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità dei materiali e alla relazione con l’ambiente naturale e urbano.

La Biennale del Gran Sasso nasce dalla collaborazione tra Frequenze dal Gran Sasso, Il Cammino del Gran Sasso e Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con il coinvolgimento delle Accademie di Belle Arti dell’Aquila e di Roma, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, il supporto del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, il sostegno della Fondazione CarispAQ e il patrocinio dei Comuni coinvolti. Un progetto che punta a trasformare il territorio in un laboratorio creativo a cielo aperto, dove arte e natura si incontrano e si contaminano.

Pubblicato da
Marina Denegri

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