
L’AQUILA -Si è conclusa con un bilancio straordinario di partecipazione l’Edizione Zero della Biennale del Gran Sasso, il progetto nato per mettere in relazione la produzione artistica contemporanea, il paesaggio e le comunità locali. Un programma itinerante che ha attraversato i territori di Santo Stefano di Sessanio, Poggio Picenze, Barisciano, Campo Imperatore e Castel del Monte.
Dopo la presentazione ufficiale a Palazzo Cappa-Cappelli (sede della Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre) e le sessioni di studio lungo il Cammino del Gran Sasso, la manifestazione è entrata nel vivo con un fine settimana ricco di installazioni site-specific, performance, incontri, escursioni e sperimentazioni sonore.
Il programma dei tre giorni: tappa per tappa
Venerdì 18 settembre: Santo Stefano di Sessanio
Inizio in Piazzetta Carlo del Prete con Serena Vittorini e l’installazione Galateo, accompagnata da una performance realizzata insieme alla Corale Novantanove.
Chiusura di giornata con l’aperitivo in piazza e la performance sonora Transumare di Marco Fiorenza, Federico Fontana e Damiano Notarpasquale.
Sabato 19 settembre: Poggio Picenze, Barisciano e Valle del Campanaro
Valle del Campanaro: Laboratorio di memoria orale Archivio Animato (a cura di Erick Cuevas e Debora Panaccione), seguito dalla presentazione dell’opera scultorea Intervallo di Wendi Yang e dalla performance Leeft.
Convento di San Colombo (Barisciano): Presentazione dell’installazione sonora Aion | Chronos di Filippo Gregoretti e del talk “Eventi nel Paesaggio” con Lorenzo Bruni.
In serata, videomapping di Diego La Chioma e performance di Chimaira + Rukus e Metonimia.
Domenica 20 settembre: Campo Imperatore e Castel del Monte
Rifugio Le Fontari: Simone Cametti ha presentato Terre di Passo, performance e installazione luminosa in alta quota, affiancata da un laboratorio di fabbricazione digitale (FabLab).
Castel del Monte (Piazzetta San Rocco): Talk “Essere Paesi – Oltre l’opera”.
Chiusura artistica affidata a Veronica Vagnoni con la performance “Come carne cruda” e al live sonoro di Stic.
I protagonisti e la direzione artistica
I cinque artisti protagonisti dell’Edizione Zero — Serena Vittorini, Simone Cametti, Wendi Yang, Veronica Vagnoni e Filippo Gregoretti — sono stati selezionati tra oltre 250 candidature arrivate dall’Italia e dall’estero.
“Non abbiamo portato l’arte contemporanea nei paesi ma i paesi all’interno delle opere d’arte in un clima di amicizia e partecipazione unico tra staff, artisti e comunità locali”, ha commentato Andrea Lolli, presidente della Biennale. Un lavoro corale guidato dalla direzione artistica di Luca Pasquali, Patrizia Cianforlini e Valentina Bosio, con la curatela del prof. Maurizio Coccia e Sara Dias.
La Biennale nasce dalla collaborazione tra Cammino del Gran Sasso, Frequenze dal Gran Sasso e Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre, con il supporto del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il sostegno della Fondazione Carispaq e il patrocinio dei Comuni coinvolti.