All’audizione hanno partecipato i vertici di TUA, i progettisti, il direttore del Dipartimento Infrastrutture–Trasporti della Regione, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Di Marcantonio e i dirigenti comunali. Comune e Regione hanno ribadito l’importanza dell’opera, sottolineando però i ritardi accumulati: l’autostazione sarebbe dovuta essere completata nell’estate 2023.
Di Marcantonio ha parlato di una “ferita aperta nel cuore della città”, ricordando i disagi per cittadini, pendolari e attività commerciali dell’area. D’Alberto ha definito “non veritiera” l’affermazione secondo cui le tempistiche sarebbero state rispettate, ricordando che il Comune – pur non essendo soggetto attuatore – ha investito ulteriori 200 mila euro per sostenere l’intervento.
Il sindaco ha inoltre rilanciato il tema del biglietto unico per Teramo, definendo la sua assenza “un grave vulnus” per i cittadini. Ora l’attenzione è tutta rivolta al 15 marzo, data indicata da TUA come termine definitivo per la riconsegna del cantiere e per restituire alla città un’infrastruttura essenziale, destinata a integrarsi con la futura riqualificazione della stazione ferroviaria.
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