
PESCARA – Trasformare le specie ittiche aliene del Mare Adriatico da minacce ecologiche a nuove opportunità economiche. È la sfida al centro di Aromi in Blu, il progetto promosso dal GAL Pesca Abruzzo in collaborazione con l’Università di Camerino, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura nell’ambito del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027. Un’iniziativa che punta a sostenere la filiera ittica abruzzese in un momento storico segnato dai cambiamenti climatici e dall’aumento delle bioinvasioni marine.
Il riscaldamento delle acque e le trasformazioni degli ecosistemi stanno modificando in modo significativo la composizione del pescato nei mari italiani. Accanto alle specie tradizionali, aumentano le presenze “aliene”, pesci provenienti da altri bacini che si stabiliscono lungo le coste adriatiche. Aromi in Blu nasce proprio per aiutare le imprese della pesca a adattarsi a questo nuovo scenario, valorizzando sia le specie neglette sia quelle aliene che già popolano la fascia costiera abruzzese.
Il progetto, affidato al coordinamento scientifico dell’Università di Camerino, prevede un’attività di ricerca avanzata dedicata alla valorizzazione nutrizionale del pescato locale e delle specie aliene in espansione nell’Adriatico. L’obiettivo è duplice: da un lato individuare le potenzialità gastronomiche e commerciali di pesci spesso ignorati dal mercato; dall’altro promuoverne l’utilizzo nella ristorazione e nel settore HoReCa, trasformando una criticità ambientale in una concreta opportunità per pescatori, aziende e chef.
Accanto alla ricerca, Aromi in Blu include un ampio programma di formazione rivolto a tutta la filiera: pescatori, operatori dell’acquacoltura, imprese di trasformazione, ristoratori, istituti alberghieri, associazioni di categoria e consumatori. Un percorso pensato per diffondere conoscenze aggiornate sul valore nutrizionale del pescato, sulle nuove specie presenti nel mare e sulle tecniche di valorizzazione gastronomica.
A guidare il progetto è il professor Alberto Felici, direttore del Master in Management delle risorse acquatiche costiere e del corso nazionale sulla gestione delle specie marine aliene, recentemente riconosciuto come buona pratica europea nella Blue Economy. Felici ha presentato l’iniziativa a Pescara insieme al presidente del GAL Pesca Abruzzo, Riccardo Padovano, e al dirigente regionale Francesco Di Filippo.
Felici sottolinea come Aromi in Blu rappresenti una risposta scientifica e concreta a una delle sfide più complesse del nostro tempo:«Non ci limiteremo a descrivere le bioinvasioni, ma analizzeremo nel dettaglio il profilo nutrizionale delle specie aliene e di quelle neglette, individuando le loro potenzialità gastronomiche e commerciali».
Padovano evidenzia la ricaduta strategica per le imprese abruzzesi: «Valorizzare ogni pescato significa offrire nuove opportunità alle aziende locali e rafforzare la competitività del settore, integrando sostenibilità e tradizione gastronomica».
Di Filippo, infine, colloca il progetto nel percorso regionale di promozione del pescato locale: «Aromi in Blu si inserisce perfettamente nella mission del GAL Pesca. La Regione Abruzzo è impegnata in un grande progetto di valorizzazione del pescato e del suo valore nutrizionale, in sinergia con il Ministero e con iniziative come Blue Sentynet».
Con Aromi in Blu, l’Abruzzo punta dunque a trasformare le sfide del cambiamento climatico in nuove opportunità per la pesca, la ristorazione e la tutela della biodiversità marina, costruendo un modello innovativo di gestione delle specie ittiche aliene nel Mare Adriatico.