PESCARA – “Con Pietro Odoardi se ne va una voce storica della Confederazione nazionale dell’Artigianato, un punto di riferimento per l’associazione, per gli iscritti, per le istituzioni che si sono interfacciate con la Cna attraverso di lui. Una colonna portante, un uomo che si è costruito dimostrando capacità e determinazione e ha saputo mettere a disposizione della comunità la sua esperienza, il suo vissuto, le sue conoscenze e il suo spirito di corpo. Dispiace salutare un altro rappresentante validissimo di un’epoca che va scomparendo e che ci ha insegnato i valori della vita, del lavoro, dell’impresa, del confronto, del dialogo, sempre puntando alla crescita. A nome dell’Amministrazione e della città mi unisco al dolore della famiglia, della Cna e di chi ha condiviso un pezzo di strada con Odoardi”. E’ la Dichiarazione del sindaco Carlo Masci sulla scomparsa di Pietro Odoardi.
«Una vita di impegno, di amore per la propria famiglia, di dedizione per il proprio lavoro, di professionalità: è questo il nostro ultimo saluto che vogliamo mandare a Pietro Odoardi, storico dirigente della CNA, scomparso oggi, lasciandoci un vuoto grandissimo». E’ il ricordo che la presidente e il direttore della CNA provinciale, Linda D’Agostino e Luciano Di Lorito tracciano nel giorno dell’addio a un imprenditore di grande successo, ma anche a un protagonista di primo piano del sistema associativo provinciale e regionale; sistema di cui è stato uno dei padri fondatori, ricoprendo per anni incarichi di primo piano, a partire dalla presidenza provinciale. Ruolo che negli anni recenti aveva rivestito il figlio Cristian, cui il sistema associativo si stringe nel ricordo di Pietro.
Una vita da artigiano, la sua, parafrasando un po’ le parole della bella canzone di Ligabue, che di recente si era tradotta nella sua biografia scritta da Francesco Creato, dal titolo non casuale “L’artigiano Pietro”: «Un testo alla cui presentazione, poco prima di Pasqua – ricordano ancora D’Agostino e Di Lorito – Pietro non aveva voluto mancare. Soprattutto perché tenuta nella sua seconda casa, la sede della CNA provinciale».