TERAMO – Gli anziani abruzzesi vivono più a lungo, godono di una migliore qualità della vita e mantengono uno stile di vita più attivo rispetto alla media nazionale. È quanto emerso dal convegno “Strategie di lunga vita: approccio multidisciplinare per invecchiare in salute“, promosso a Teramo dalla Federazione Pensionati MCL e dalla Lilt di Teramo.
I dati illustrati, elaborati sulla base delle rilevazioni PASSI d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, descrivono una regione che si distingue per benessere percepito, autonomia e partecipazione sociale degli over 65.
Secondo lo studio, gli anziani abruzzesi trascorrono mediamente solo 2,9 giorni all’anno con problemi fisici o psicologici tali da compromettere il proprio stato di salute, contro una media nazionale di 4,1 giorni.
Particolarmente elevato anche il livello di soddisfazione personale: il 91% degli over 65 giudica positivamente la propria vita, una percentuale superiore alla media italiana.
Positivi anche i dati sull’attività fisica. In Abruzzo il 44% degli anziani svolge regolarmente il movimento raccomandato, contro il 38% registrato a livello nazionale. Un elemento favorito dalla presenza di territori collinari e montani e da stili di vita ancora fortemente legati alle tradizioni rurali.
Un altro aspetto rilevante riguarda il ruolo sociale della popolazione anziana. Il 29% degli over 65 abruzzesi viene considerato una risorsa attiva per famiglie e comunità locali, un dato superiore alla media nazionale.
Inferiore anche la quota di anziani classificati come fragili o a rischio perdita di autonomia, pari al 16% contro il 18% del resto del Paese.
Tra le criticità emergono invece il consumo di farmaci, con il 44% degli anziani che assume almeno quattro medicinali al giorno, e il rischio di isolamento nelle aree interne, dove la dispersione abitativa può rendere più difficili le relazioni sociali e l’accesso ai servizi.
La regione si conferma inoltre tra le più longeve d’Italia. L’Abruzzo occupa il sesto posto nazionale per densità di centenari, con circa 50 ultracentenari ogni 100 mila abitanti e oltre 500 persone che hanno superato i cento anni di età.
Le aree con la maggiore concentrazione di longevi si trovano soprattutto nell’entroterra e nei territori montani, in particolare nelle zone vicine al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al Parco Nazionale della Majella, nella Marsica e nei comuni collinari tra le province di Chieti e Pescara.
Secondo i ricercatori, circa 150 comuni abruzzesi presentano livelli di longevità comparabili a quelli delle celebri “Blue Zone”, le aree del mondo caratterizzate dalla presenza di un elevato numero di ultracentenari.
Tra gli elementi che contribuiscono alla longevità emerge il cosiddetto “sdijuno”, l’antica tradizione contadina abruzzese che prevede una cena molto leggera e un pasto più sostanzioso consumato a metà mattina.
Gli studi condotti nell’ambito del progetto CenTEnari dell’Università di Teramo evidenziano come questo schema alimentare favorisca lunghi intervalli di digiuno notturno, contribuendo a ridurre stress metabolico e infiammazioni croniche.
A fare la differenza sono anche il consumo di prodotti locali, una dieta ricca di legumi, erbe spontanee e alimenti del territorio, l’attività fisica quotidiana legata alla vita nei borghi collinari e montani e il forte senso di comunità che caratterizza molte aree interne della regione.
Un mix di ambiente, alimentazione e relazioni sociali che continua a rendere l’Abruzzo una delle terre italiane simbolo della longevità e dell’invecchiamento in salute.
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