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Abruzzo tra le regioni più colpite dalla desertificazione bancaria

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PESCARA – L’Abruzzo è tra le regioni italiane più colpite dalla desertificazione bancaria, un fenomeno che negli ultimi anni sta ridisegnando la geografia del credito e penalizzando cittadini e imprese. A rivelarlo è un’indagine della CNA Nazionale, secondo cui il 61,3% dei comuni abruzzesi – 187 su 305 – è oggi privo di sportelli bancari, un dato che colloca la regione al quinto posto in Italia dopo Molise, Calabria, Valle d’Aosta e Piemonte.

Una situazione che non riguarda solo le fasce più fragili della popolazione, ma anche il tessuto produttivo: migliaia di imprese si ritrovano prive di un riferimento territoriale, costrette a spostarsi per operazioni essenziali o a dipendere esclusivamente da procedure digitali.

Il quadro provinciale: L’Aquila la più colpita

Tutte e quattro le province contribuiscono a delineare un quadro critico:

L’Aquila: 80 comuni senza sportello, 59.629 residenti coinvolti, 3.996 imprese

Chieti: 68 comuni, 64.129 residenti, 4.308 imprese

Pescara: 22 comuni, 20.089 residenti, 1.336 imprese

Teramo: 17 comuni, 19.992 residenti, 1.445 imprese

In totale, 163.769 cittadini e 11.085 imprese (per 31.787 addetti) vivono in territori privi di sportelli bancari, con evidenti ripercussioni sulla quotidianità e sulla competitività economica.

Le cause: fusioni, digitalizzazione e perdita degli istituti locali

La progressiva scomparsa delle filiali è legata a diversi fattori: la perdita degli istituti di credito locali, assorbiti negli anni dai grandi gruppi nazionali, e la crescente digitalizzazione dei servizi bancari. Un processo che, pur rappresentando un’opportunità, rischia di lasciare indietro intere comunità.

Lo sottolineano il presidente e il direttore di CNA Abruzzo, Barnardo Sofia e Silvio Calice (nella foto): «La digitalizzazione è un’opportunità, ma non può trasformarsi in un ritiro indiscriminato dai territori. Per una piccola impresa il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione: servono interlocutori che conoscano l’azienda e accompagnino gli investimenti. Quando chiude una filiale, si perde un punto di riferimento».

Il trend nazionale: 11mila sportelli in meno in dieci anni

Il fenomeno non riguarda solo l’Abruzzo. A livello nazionale, tra il 2015 e il 2025 l’Italia ha perso oltre un terzo degli sportelli bancari: da 30.258 a circa 19.140, con una contrazione del 36,7%. La popolazione residente in comuni privi di filiali è più che raddoppiata: da 2,26 milioni (3,8%) a 4,84 milioni (8,2%).

Un cambiamento che ridisegna il rapporto tra cittadini, imprese e credito, e che pone interrogativi urgenti sulla tenuta economica e sociale dei territori più periferici.

Pubblicato da
Marina Denegri

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