REGIONE – L’agricoltura abruzzese sta attraversando un momento delicatissimo, messa alle strette da una combinazione di eventi che stanno mettendo in crisi interi comparti. Non basta l’ombra della blue tongue a colpire gli allevamenti: ora è la siccità ad abbattersi con forza sulle campagne, rendendo sempre più difficile garantire acqua per irrigazione e per gli animali.
Nella Val di Sangro, in particolare, Coldiretti Chieti ha lanciato un allarme urgente: l’assenza di acqua nei comuni di Lanciano Sud, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia sta compromettendo la produzione ortofrutticola. Le alte temperature e le ondate di calore, sempre più violente, hanno aumentato le necessità idriche delle colture, ma le condotte consortili sono diventate insufficienti o addirittura inoperanti. Le aziende agricole stanno soffrendo e la situazione, già critica, rischia di peggiorare.
Parallelamente, l’intero comparto zootecnico è in affanno. Gli ovini e bovini, già duramente colpiti dalla blue tongue, stanno producendo meno latte. Le temperature elevate non aiutano e stanno mettendo sotto stress gli allevamenti.
Preoccupano anche le produzioni d’eccellenza che rappresentano l’orgoglio dell’economia regionale: vino e olio. La viticoltura, negli ultimi due anni, ha registrato vendemmie estremamente scarse. Nel 2024, ad esempio, sono stati prodotti soltanto 2,29 milioni di ettolitri di vino, una cifra ben al di sotto della media storica di oltre 3 milioni. E se da una parte ci sono ancora importanti giacenze da smaltire, dall’altra si teme l’arrivo di un nuovo blocage per mantenere la stabilità del mercato.
Per l’olivicoltura il discorso è più articolato. L’Abruzzo è al settimo posto in Italia per superficie coltivata a ulivi, con 41.900 ettari coinvolti e oltre 60mila aziende attive. La fioritura del 2025 è stata eccezionale, ma le improvvise escursioni termiche hanno impedito un’allegagione efficace. La raccolta è ancora difficile da stimare, ma le previsioni parlano di una produzione inferiore rispetto alle medie storiche.
C’è però qualche segnale positivo: la trebbiatura dei cereali è quasi conclusa e i risultati sono incoraggianti. Migliorano i dati su resa per ettaro, peso specifico e proteine, con stime del +15% rispetto allo scorso anno. Bene anche il pomodoro a pera, che ha beneficiato della stagione asciutta evitando l’insorgenza di patogeni. Tuttavia, la scarsità di acqua resta un problema da affrontare al più presto.
Di fronte a tutto questo, Coldiretti Abruzzo rilancia con forza il progetto di un piano invasi, realizzati in modo naturale e senza cemento, per raccogliere l’acqua piovana e metterla a disposizione nei momenti di bisogno. Un’idea che guarda al futuro: garantire acqua per agricoltura, usi civili e persino produzione di energia pulita.
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