“Sulla ricostruzione de L’Aquila – ha osservato il senatore – bisogna assolutamente fare luce quanto a fondi mal spesi, eventuali infiltrazioni della criminalità e sprechi. Qualche esempio? I certificati di agibilità delle 24 scuole de L’Aquila, riaperte nel settembre del 2009, sono costati 600 mila euro, il preventivo era di 24 mila. I lavori per la ricostruzione della questura, preventivati in una cifra complessiva di 3 milioni di euro, sono costati 18 milioni. La facoltà di Ingegneria, spostata in un capannone industriale con un previsto affitto di 900mila euro annui, è arrivata ad 1 milione e 900mila euro. E’ chiaro che noi non possiamo pensare che una situazione del genere possa andare avanti in questo modo”.
Secondo Romani, “l’importante è che coloro che decidono di far parte di questa Commissione lo facciano con un forte spirito collaborativo e con l’idea di poter guardare le carte e capire di chi sono le responsabilità, perché ci sono sicuramente delle responsabilità. Bisogna dare una risposta politica seria a quei cittadini che hanno subìto un grave danno e che ancora oggi devono affrontare gravi disagi”.
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