LANCIANO – A Lanciano, in provincia di Chieti, il Natale arriva un giorno prima. Il 23 dicembre è infatti dedicato alla Squilla, uno dei riti più antichi e identitari dell’Abruzzo, capace di richiamare ogni anno migliaia di lancianesi, residenti e non.
La giornata dell’antivigilia è vissuta con grande partecipazione. Nel pomeriggio prende il via la processione con le fiaccole, che da Piazza Plebiscito raggiunge la chiesetta dell’Iconicella, luogo simbolico della tradizione. Al rientro del corteo, dalle 18 alle 19, la campana della Torre Civica diffonde nell’aria il suono della Squilla, un richiamo che invita alla riflessione, alla pace e alla riconciliazione.
Quando i rintocchi terminano, le famiglie si ritrovano nelle proprie case per scambiarsi gli auguri, doni e condividere la cena dell’antivigilia: un momento semplice ma profondamente sentito.
La storia della Squilla affonda le radici tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Fu Paolo Tasso, arcivescovo di Lanciano, a dare vita al rito: ogni 23 dicembre percorreva a piedi il tragitto dalla città alla chiesetta dell’Iconicella, accompagnato dal suono di una piccola campanella. Il pellegrinaggio voleva rievocare il viaggio di Giuseppe e Maria verso Betlemme.
Molti fedeli lo seguivano per ascoltare le sue parole di pace. Al ritorno in città, quando la campanella smetteva di suonare, il corteo si scioglieva e la comunità si scambiava gli auguri.
Questa tradizione, rimasta viva nei secoli, è stata rilanciata con forza nel 1982 dall’arcivescovo Enzio D’Antonio.
La campanella della Squilla, definita “vucetta fine” dal poeta Cesare Fagiani, è oggi il simbolo della festa. I suoi rintocchi rappresentano un messaggio universale di pace, amore e perdono, valori che la città custodisce e rinnova ogni anno.
Anche quest’anno la tradizione si ripete con il consueto calendario:
15.00 – Santa Messa nel cimitero di via della Pace
16.00 – Partenza della processione con le fiaccole da Piazza Plebiscito verso l’Iconicella
18.00 – Suono della Squilla e scambio degli auguri in piazza
19.00 – Le campane di tutte le chiese della città si uniscono al coro
La Squilla non è solo un evento religioso: è un momento identitario che rafforza il legame tra i cittadini e la loro storia. Un rito che continua a emozionare, a richiamare chi vive lontano e a raccontare, ogni anno, l’essenza più autentica del Natale lancianese.
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