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171° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato: il discorso del Questore De Cicco

da Redazione Abruzzonews

locandina 171 anniversarioCHIETI – In occasione del 171° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato riportiamo il discorso tenuto dal Questore della Provincia di Chieti, Francesco De Cicco.

“Autorità, cari colleghi, gentili ospiti. Festeggiamo oggi il 171° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato e finalmente dopo quattro anni lo facciamo con modalità che si addicono ad un evento come questo. Sono stati anni particolarmente complicati, quelli del Covid, lo sono stati per tutti naturalmente; per quanto ci riguarda abbiamo dovuto, in parte, reinventare, rimodulandoli, i servizi di prevenzione generale sul territorio e quelli concernenti i controlli amministrativi sugli esercizi pubblici, già pesantemente penalizzati dalla pandemia. Non è stato facile, né scontato, abbiamo cercato di contemperare le diverse istanze dei cittadini e abbiamo vigilato sulle manifestazioni di protesta di chi, come ricorderete, non condivideva alcune scelte che hanno inciso pesantemente sulle libertà fondamentali.

Bisognava, insomma, individuare il giusto punto di caduta, il bilanciamento e la corretta valutazione di interessi spesso confliggenti, evitando inutili, quanto dannosi allarmismi, ma cercando anche di non scivolare in preoccupanti sottovalutazioni. Si poteva fare meglio, certamente, ma ci tengo a sottolineare il grande equilibrio e la compostezza con cui le donne e gli uomini della Polizia di Stato e di tutte le altre Forze di Polizia hanno saputo affrontare una situazione inedita caratterizzata da una mutata formula di prevenzione e controllo anche nelle manifestazioni di piazza. Questo sarebbe il momento dedicato alla condivisione dei traguardi raggiunti nell’anno appena concluso, la solenne occasione in cui, a suon di cifre e percentuali, si illustrano i risultati dell’attività compiuta. Risultati, comunque, che senza alcuna vana gloria, nell’anno appena trascorso, le donne e gli uomini della Polizia di Stato della provincia di Chieti hanno brillantemente conseguito.

In proposito, vi è stato un calo generalizzato dei reati, ma sono i delitti informatici che fanno registrare un significativo aumento; magari incidono meno sulla percezione della sicurezza, ma sono quelli – a mio avviso – sui quali le Forze di Polizia dovranno investire, sin da subito, le migliori risorse per contrastare le nuove metodologie adottate dal crimine organizzato e prevenire anche ogni altra forma di turbativa che sul web, e purtroppo frequentemente, potrebbe avere immediate ricadute sull’Ordine Pubblico.

Ai dati confortanti però, purtroppo, non sempre corrisponde un aumento della percezione di sicurezza tra le nostre comunità. Comunità spesso impaurite, preoccupate e smarrite. E’ indubbio che una tale percezione, così confliggente con la cosiddetta sicurezza rilevata, sconti soprattutto l’interazione di altri fattori, come la situazione di disagio e la sensazione di precarietà che la crisi economica ha sempre più acuito. In questo contesto anche noi siamo chiamati ad una maggiore attenzione e ad un maggiore impegno, facendo della nostra presenza sul territorio la nostra primaria mission; bisogna interpretare le paure del cittadino cercando didare risposte alle proprie ansie e coinvolgendolo in un gioco di squadra che vede come protagoniste tutte le Forze di Polizia attraverso la sapiente regia di S.E. il Prefetto che ringrazio per aver saputo cogliere immediatamente, sin dal suo insediamento, alcuni segnali che stiamo monitorando insieme anche alle altre Forze dell’Ordine, perché nessun territorio oramai è un’isola felice e nessun territorio è estraneo ai tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.

Occorre dunque fare tutti insieme un grosso lavoro per far percepire alla gente che la sicurezza non è soltanto rimessa alle fredde statistiche, ma è una condizione di vita, un bene prezioso che ognuno di noi deve vivere. Le statistiche o le classifiche ci devono interessare il giusto perché occorre intercettare tutto quello che serve affinché i cittadini si sentano al sicuro. Noi facciamo la nostra parte, ma è ovvio su questo tema devono concorrere anche altri soggetti della Comunità.

Per il raggiungimento dei cennati obiettivi oltre ad accrescere il nostro impegno nei confronti del cittadino bisogna aumentare la nostra credibilità attraverso una cultura dell’etica della responsabilità. E’ la riaffermazione della nostra adesione ad un nucleo di valori, sublimato nel nostro motto “ sub lege libertas”. E’ la consapevolezza che le pubbliche funzioni che ci vengono assegnate dalla legge, alcune delle quali fortemente incisive sulla sfera individuale, non si esauriscono nel mero esercizio di un potere che si esplica con autorità sul destinatario, bensì sono espressione di un servizio a favore della collettività che è il destinatario ultimo del nostro lavoro. Una funzione che deve essere esercitata con “onore e disciplina”, come recita l’art. 54 della Costituzione.

Ed anche quando questa funzione si esplica in un potere coercitivo, essa va sempre esercitata con umanità, intercettando le esigenze e i bisogni delle persone che sono affidate alla nostra responsabilità, anche quando violano la legge. Dobbiamo cioè ispirare il nostro agire a quell’etica della responsabilità di Weberiana memoria, che non perde mai di vista le conseguenze del proprio agire, anzi le assume come guida.

Solo in questo quadro si può confermare e rinsaldare quel rapporto di fiducia con il cittadino, che costituisce la base della credibilità nelle Istituzioni. Ed è per questo e lo rivendico con orgoglio, che le Forze di Polizia, tra le Istituzioni Pubbliche, sono ai primi posti per indice di fiducia dei cittadini. Al di là dei freddi numeri, quindi, l’impegno della Polizia di Stato nel 2022 è stato rivolto, ancora una volta, verso le persone che appartengono alle c.d. fasce deboli della
società, proprio perché i reati commessi nei confronti di donne, minori ed anziani sono quelli che turbano maggiormente la società e l’opinione pubblica. Importante è stata l’attenzione dimostrata su questi temi, infatti, durante l’anno appena trascorso abbiamo portato avanti la campagna di sensibilizzazione sul fenomeno della violenza sulle donne e significative sono state anche alcune attività d’indagine concluse positivamente nel contrasto alle truffe nei confronti, in particolare, di persone anziane.

A proposito di giovani, invece, non posso non ricordare l’importante lavoro compiuto proprio a tutela e a difesa degli stessi; numerosi sono stati gli incontri organizzati nelle scuole dalla Polizia Postale sul tema del cyberbullismo e sull’uso consapevole del web. E poi l’incidentalità stradale, che rappresenta la prima causa di morte sotto i 30 anni. Già da solo questo dato ci fa capire l’importanza della prevenzione degli incidenti. Il mondo dei rischi evoca due termini fondamentali: consapevolezza e responsabilità.

E’ importante sviluppare un percorso culturale perché la responsabilità va vissuta come capacità di comprendere le conseguenze dei nostri comportamenti. Per educare i giovani alla sicurezza stradale, la Polizia di Stato da circa venti anni è impegnata nel Progetto Icaro, rivolto agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Per una attenzione maggiore, poi, alle vittime di incidenti stradali e ferroviari, è stato avviato già da tempo il progetto Chirone, nato con lo scopo di delineare un nuovo ruolo dell’operatore di Polizia nella gestione dei rapporti con i familiari delle vittime di incidenti stradali e ferroviari. E’ fondamentale che la Polizia sia attenta a far rispettare le regole, ma è ancora più importante che si faccia interprete dei bisogni e delle sofferenze degli altri, perché è questa la cifra dell’umanità che contraddistingue il nostro lavoro, soprattutto nei confronti di chi vive una condizione di dolore e sofferenza che deve essere oggetto delle nostre cure.

Ma se oggi siamo qui, in questo teatro, è proprio perché intendiamo rendere plastica la proiezione esterna, nella sua dimensione sociale, dell’attività della Polizia di Stato; la nostra presenza, la nostra stessa esistenza, come noto assume un senso, un significato, solo nell’essere al servizio della comunità. Il nostro “Esserci sempre” trova, cioè, ragione solo se orientato ai nostri concittadini, negli spazi delle nostre città.

Un pensiero riconoscente a tutti i nostri Caduti alla cui memoria va improntata ogni azione, certo che solo nel rispetto della nostra migliore storia sarà possibile costruire il futuro che auspichiamo. Un ulteriore riconoscimento a tutte le donne e gli uomini delle Polizia di Stato della provincia di Chieti, in particolare per come hanno saputo gestire le emergenze conseguenti all’invasione russa in Ucraina e al considerevole aumento degli sbarchi di immigrati che hanno visto interessato anche il nostro territorio.

Saluto i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali di Polizia e del Personale Civile che ringrazio per la loro attività propositiva e di critica costruttiva tesa ad ottenere il miglioramento delle condizioni lavorative e la tutela del personale dipendente. Con loro il mio impegno è mantenere sempre dialogo e confronto con l’obiettivo prioritario della tutela della nostra gente e dell’Amministrazione che noi tutti, con varie e diversificate responsabilità, rappresentiamo, convinto che la nostra missione non debba mai essere la salvaguardia di interessi particolari ma il perseguimento del bene comune e la sicurezza dei nostri concittadini.

Saluto i nostri poliziotti in quiescenza che attraverso la meritoria attività dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, non hanno mai reciso il cordone ombelicale con la nostra Amministrazione, continuando, con entusiasmo, a svolgere un servizio utile alla collettività, dimostrando il costante attaccamento alla vita dell’Istituzione. Un sentito grazie lo rivolgo all’Autorità Giudiziaria per la disponibilità e per la preziosa attività propulsiva e di indirizzo, alle altre Forze di Polizia con le quali condividiamo “mission”, impegno e professionalità, alle Amministrazioni, alle Polizie Locali ed alla stampa per come riesce a rappresentare correttamente il nostro operato.

Un saluto e un ringraziamento di cuore, infine, al Sig. Sindaco di Chieti – Dr. Diego Ferrara – che ci ha consentito di trascorrere in questo magnifico teatro questa mattinata di festa insieme; complimenti e grazie all’Orchestra dei “Virtuosi di Kiev” diretta dal maestro Yurii Pogoretvskyi.

Grazie a tutti voi”.