“Questo libro – spiega Roberto Menia – non ha la pretesa di essere un testo storico, ma una testimonianza anche dell’effetto che le foibe produssero, e cioè l’esodo, che rappresenta una tragedia e una ferita nella storia nazionale non inferiore a quella della cronaca delle stragi compiute dai titini in Italia nella fase conclusiva della guerra. L’esodo ha rappresentato una mutilazione non solo territoriale, ma soprattutto sociale e culturale che ha strappato 350mila persone alle proprie case e ai propri affetti per portarle lontano dalla propria terra e nei campi profughi”.
Interverranno Roberto Menia, autore del libro e promotore della legge n. 92-2004 “giorno del ricordo”, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri e il presidente comitato Provinciale ANVGD, Mario Diracca.
Roberto Menia è stato per cinque legislature deputato di Trieste al Parlamento Italiano, è il “padre” della legge 30 marzo 2004 n.92 con la quale “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Le storie narrate in questo libro scavano proprio in questa memoria: alcune sono conosciute, altre sono riemerse dai cassetti dei ricordi di uomini e donne che sono oramai gli ultimi testimoni dell’italianità dell’Adriatico orientale. Storie di eroismo, di sofferenza che sono un inno alla libertà e all’italianità che non devono essere dimenticate.
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