Visita di Papa Benedetto XVI all’Aquila: “C’é in voi una forza d’animo che suscita speranza”

Visita in mattinata del Papa nelle zone più colpite dal sisma dalla casa dello studente alla Chiesa di Collemaggio, quindi ad Onna per incontrare le istituzioni presenti e  il capo della protezione civile, Guido Bertolaso.

Di seguito alcune dichiarazioni:

“Vi sono stato accanto fin dal primo momento, fin dalla prima scossa di terremoto che ha causato quasi 300 vittime. Ho seguito con apprensione le notizie condividendo il vostro sgomento e le vostre lacrime…. Vorrei abbracciarvi con affetto ad uno ad uno”.

“La Chiesa tutta è qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di familiari ed amici, desiderosa di aiutarvi nel ricostruire case, chiese, aziende crollate o gravemente danneggiate dal sisma. Ho ammirato il coraggio, la dignità e la fede con cui avete affrontato anche questa dura prova, manifestando grande volontà di non cedere alle avversità. Non é infatti il primo terremoto che la vostra regione conosce, ed ora, come in passato, non vi siete arresi; non vi siete persi d’animo. C’é in voi una forza d’animo che suscita speranza. Molto significativo, al riguardo, è un detto caro ai vostri anziani: Ci sono ancora tanti giorni dietro il Gran Sasso”.

«Ho nel cuore tutte le vittime della catastrofe, bambini, giovani, adulti, anziani, sia abruzzesi che di altre regioni d’Italia e di altre nazioni. Ho toccato con mano il cuore ferito di questa città. E’ stato assai toccante pregare davanti alla Casa dello studente, dove non poche giovani vite sono state stroncate dalla violenza del sisma».

«Il tragico evento del terremoto  invita la comunità civile e la Chiesa a una profonda riflessione. Come cristiani dobbiamo chiederci: ‘Che cosa vuole dirci il Signore attraverso questo triste evento?’. Abbiamo vissuto la Pasqua confrontandoci con questo trauma, interrogando la Parola di Dio e ricevendone nuova luce. Abbiamo celebrato la morte e la risurrezione di Cristo portando nella mente e nel cuore il vostro dolore, pregando perché non venisse meno nelle persone colpite la fiducia in Dio e la speranza. Ma anche come Comunità civile occorre fare un serio esame di coscienza, affinché il livello delle responsabilità, in ogni momento, mai venga meno. A questa condizione, L’Aquila, anche se ferita, potrà tornare a volare».