Tosca di Giacomo Puccini: l’opera lirica di scena questa sera e Pescara

PESCARA – Questa sera, alle 21,15,  appuntamento con l’opera lirica al Teatro d’Annunzio di Pescara “Tosca”, di Giacomo Puccini. Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca di colpi di scena ed espedienti che tengono lo spettatore in costante tensione. Non ci sono momenti in cui non si è coinvolti nel turbinio di passioni, drammi ed emozioni.

Lo stesso discorso musicale si sviluppa in modo rapido, caratterizzato da incisi tematici brevi e taglienti, spesso costruiti su armonie dissonanti. Le caratteristiche artistiche degli interpreti sottolineano ed evidenziano i colori e le ritmiche liriche di questo dramma. Il cuore dell’opera è incentrata sui duetti di Tosca e Mario con le celebri romanze: “Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle”. Uno spettacolo imperdibile la cui regia è affidata a Guido Zamara. Il Melodramma è suddiviso in tre atti.

TRAMA – Evaso dalle carceri di Castel Sant’Angelo, dove era prigioniero per ragioni politiche, Cesare Angelotti si è rifugiato nella cappella di famiglia della sorella, la marchesa Attavanti, nella chiesa di Sant’Andrea della Valle. Lo soccorre il pittore Mario Cavaradossi, intento a dipingere l’immagine di Maria Maddalena, a cui ha dato il volto della marchesa. Tuttavia, l’improvviso sopraggiungere della celebre cantante Floria Tosca, amante di Cavaradossi, ha costretto il fuggiasco a nascondersi nella cappella.

All’evidente imbarazzo di Mario, Tosca si insospettisce e la sua gelosia cresce quando riconosce nel dipinto il volto della Attavanti. Il pittore la tranquillizza e le dà un appuntamento per quella stessa notte. Partita Tosca, Cavaradossi si allontana con Angelotti. Nel frattempo il capo della polizia, il barone Scarpia, giunge in chiesa sulle tracce del prigioniero. Insospettita dall’assenza dell’amato e irritata dalle insinuazioni di Scarpia, Tosca si crede tradita e si precipita alla villa di Cavaradossi. Scarpia ordina all’agente Spoletta di seguirla. Durante il rito del Te Deum, il barone pregusta la morte di Cavaradossi e l’amore di Tosca.

In attesa di notizie sulla cattura dell’evaso, Scarpia sta cenando nella sua camera, al piano superiore di Palazzo Farnese, Dalle stanze del palazzo, giunge l’eco di una festa di corte dove si sta esibendo Floria Tosca. Dopo avere interrogato Cavaradossi che ha negato di conoscere il nascondiglio di Angelotti, Scarpia ne chiede notizia a Tosca la quale elude abilmente le domande. Ma alle urla di Mario, messo sotto tortura nella stanza accanto, la donna rivela il nascondiglio dell’evaso. Ricondotto sanguinante nella stanza di Scarpia, Mario comprende che Tosca non ha taciuto. Alla notizia della vittoria di Bonaparte a Marengo e prima di essere trascinato via, Cavaradossi inneggia alla libertà. Rimasto solo con Tosca, Scarpia le offre la vita dell’amato in cambio di una notte d’amore. Alla notizia del suicidio di Angelotti e dell’imminente fucilazione di Mario, la donna cede al ricatto. Scarpia finge di predisporre una fucilazione simulata per Cavaradossi. Consegnato a Tosca un lasciapassare, Scarpia si avventa sulla donna che però uccide il barone con un coltello

A Castel Sant’Angelo, Cavaradossi rimpiange i momenti d’amore trascorsi con Tosca in attesa della fucilazione. Sopraggiungere la donna, che mostra a Mario il lasciapassare con cui potranno fuggire e gli spiega la messinscena della falsa fucilazione. Ad esecuzione avvenuta la donna comprende che la fucilazione non era simulata come le era stato fatto credere dal barone. Al sopraggiungere delle guardie che hanno scoperto l’assassinio di Scarpia, Tosca si lancia nel vuoto.

Nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, si rifugia Cesare Angelotti, uno degli animatori della Repubblica Romana, riuscito a scappare dalla prigione di Castel Sant’Angelo. Il pittore Mario Cavaradossi sta lavorando a un quadro che raffigura Maria Maddalena, il cui viso riproduce i lineamenti di una donna sconosciuta che frequenta la chiesa. Quando Angelotti esce dalla cappella e si trova di fronte al vecchio amico Mario, s’ode Floria Tosca chiamare l’amante Mario e Cesare va di nuovo rapidamente nella cappella. Tosca è gelosissima, ha udito delle voci, ma Mario la tranquillizza nonostante che, nell’uscire, la donna abbia riconosciuto nel dipinto le fattezze della marchesa Attavanti. Un colpo di cannone annuncia che la fuga di Cesare è stata scoperta. Giungono il capo della polizia Scarpia e l’agente Spoletta, che cercano Angelotti.

Quando arriva Tosca, tentando di sfruttare la sua gelosia, Scarpia le mostra il ventaglio con lo stemma dell’Attavanti e le fa notare che la donna riprodotta sul quadro è sicuramente la marchesa. Tosca va verso la villa di Mario, sicura di poterlo sorprendere in compagnia della rivale, e il capo della polizia la fa seguire da Spoletta, pregustando l’arresto e, soprattutto, le grazie di Tosca. Spoletta si è lasciato sfuggire Angelotti ma ha arrestato Cavaradossi, che viene interrogato. L’uomo urla per le torture e allora Tosca, nel frattempo sopraggiunta, confessa che Angelotti è nascosto nel pozzo della villa.

Scarpia propone a Tosca di lasciare libero Mario se lei gli si concederà. La donna rifiuta, ma quando arriva la notizia che Angelotti, scoperto, si è ucciso, accetta la proposta del capo della polizia: Mario sarà fucilato in modo simulato, con i fucili caricati a salve, e potrà poi andarsene libero. Quando Scarpia abbraccia la cantante, lei lo pugnala e prende il salvacondotto, arriva a Castel Sant’Angelo e spiega a Mario il piano. L’esecuzione però non è simulata: Mario muore davvero. Si levano le urla per la scoperta del cadavere di Scarpia e mentre Spoletta cerca di catturarla, Tosca si getta dagli spalti del Castello.

CASTING (PERSONAGGI ED INTERPRETI):

Tosca – Alessandra Argentieri

Mario Cavaradossi – Stefano La Colla

Scarpia -Sergio Bologna

Angelotti- Gianmaria Patrone

Sagrestano – Valerio Garzo

Spoletta – Silvano Paolillo

Sciarrone – Carlo Provenzano

Un Pastorello – Elisa Bartoli

Maestro Direttore e Concertatore : Claudio Maria Micheli

Regia: Guido Zamara

Orchestra e Coro S.O.L.T.I. s.n.c.

Maestri collaboratori: Fulvio Bottega – Fiorenza Alborghetti

Maestro del coro: Gianluca Fasano