‘Dopodinoi’, residenza per le persone con disabilità

Presentazione ed inaugurazione della residenza protetta per diversamente abili in via Maiella a Pescara

PESCARA – Dopodinoi, una struttura per renderli sempre più autonomi! Con questa finalità è stata realizzata dall’ amministrazione comunale , anche grazie a fondi regionali e fondi Cipe, una residenza protetta per ragazzi affetti da disabilità intellettive per favorire appunto, la massima integrazione possibile dei ragazzi ospiti con il contesto sociale.

Sita in pieno centro, in via Maiella, l’edificio verrà inaugurato la prossima settimana; la gestione sarà a cura dell’ Associazione Regionale Down Abruzzo che partirà subito con il centro diurno per poi attivare a tempo pieno la residenza.

Con 8 posti letto per insegnare loro a essere autonomi, con laboratori artigianali in cui imparare una professione e per offrire un futuro a tanti giovani anche quando non potranno più contare sul sostegno dei propri genitori.

ha illustrato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Pescara Guido Cerolini ufficializzando l’apertura della struttura, alla presenza del’avvocato Pierluigi De Rosa.

Ha continuato l’assessore ricordando che lo scorso 6 luglio è stata firmata la convenzione tra Comune di Pescara e Arda per l’attivazione di una struttura che ha colmato un divario esistente con altre città abruzzesi, come l’Aquila e Teramo:

In effetti c’era una richiesta sul territorio dei genitori dei ragazzi affetti da disabilità intellettiva che chiedevano di progettare insieme un possibile futuro ai ragazzi affetti da disabilità intellettiva, e oggi noi cerchiamo di centrare l’obiettivo e di dare un’opportunità importante a quei giovani.

Pescara è forse la città in cui si concentra il maggior numero di utenti affetti da disabilità intellettiva, soprattutto down, rispetto al resto della regione e il progetto che oggi chiudiamo è nato nel 2003 dopo la firma di un Protocollo d’intesa tra Comune di Pescara e Arda con un iniziale finanziamento ministeriale e un co-finanziamento del Comune; nel 2004 e nel 2005 ci sono stati un secondo finanziamento regionale e infine i fondi Cipe.

La struttura residenziale risponde nella tipologia a una residenza protetta, in cui troveranno posto soprattutto soggetti adulti affetti da sindrome di Down.

È  stata realizzata in via Maiella, alle spalle del nuovo Teatro appena inaugurato, in una zona di Pescara posta a ridosso della stazione ferroviaria e a pochi passi dal Comune e dal centro cittadino e tale condizione permette di gestire al meglio i processi di socializzazione degli utenti. Soprattutto la logistica vuole favorire l’integrazione degli utenti con il tessuto circostante.

All’ interno ci sarà il centro diurno ‘Up and down’, già convenzionato con il Comune. L’amministrazione comunale è particolarmente sensibile verso la problematica e sin dall’inizio avevamo già previsto un asse specifico all’interno del Piano Sociale di Zona appena inviato alla Regione Abruzzo individuando una compartecipazione economica per la gestione della struttura, pari a 12mila euro l’anno e come previsto nel Protocollo è stata concessa in gestione dal Comune per quattro anni in un’ottica, fra l’altro, di lavoro in rete tra Comune, Arda e Asl di Pescara, senza dimenticare la Provincia che deve organizzare dei corsi professionali ad hoc per far acquisire delle capacità di lavoro a tali ragazzi.

ha proseguito l’assessore Cerolini.

Si parla dunque, di una struttura innovativa, in cui lavorerà personale specializzato con un’équipe medica e gruppi di volontari. Ovviamente l’impegno del Comune  non finisce qui, ma è piuttosto sua intenzione collaborare con l’Associazione Arda per intercettare nuovi finanziamenti che si dovessero via via prospettare per dare la maggiore garanzia possibile per la vita autonoma degli utenti.

L’Associazione ringrazia l’amministrazione comunale per l’impegno profuso nella consegna della struttura che colpisce per la qualità estetica, ma soprattutto svolgerà una funzione fondamentale per la possibilità di prestare opportuna assistenza alle famiglie anche attraverso il centro diurno, come ha il dottor De Rosa:

Esteticamente il fabbricato è aperto, visibile, perché le famiglie hanno chiesto una struttura ‘aperta’ alla città per favorire quell’inclusione sociale cui agognare.

E ora riusciamo a tagliare il nastro di una struttura che arriva nel trentennale della nascita del sodalizio dell’Arda.

L’edificio si sviluppa su tre livelli: un’ampio cortile esterno aperto verso la pubblica via, con una parte riservata a giardino protetto in cui i ragazzi potranno svolgere le proprie attività. Il pianterreno ospiterà il centro diurno, con un ampio salone polifunzionale per svolgere iniziative o anche convegni e corsi di formazione, con una segreteria, uffici amministrativi e tre servizi igienici.

Ai piani superiori si accede tramite una scale o un ascensore trasparente. Quindi c’è il secondo livello con una zona giorno, ossia sala refezione, cucina industriale con dispensa, due sale con laboratorio e una sala relax con un grande terrazzo; al terzo piano ci sono cinque camere da letto con due posti ciascuno: quattro stanze sono per 8 ragazzi, con relativi bagni, una stanza è per l’operatore. Infine al quarto livello c’è un enorme terrazzo con impianti fotovoltaici e pannelli solari.