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Pescara, vertici in Regione e Prefettura per emergenza dragaggio

da Donatella Di Biase

PESCARA – Si sono svolti ieri tre diversi incontri , rivolti al ‘caso’ dell’emergenza dragaggio e alla protesta della marineria, che da tre giorni sta mobilitando la città.

Il  sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia al termine dei vertici  ha detto che è stata ufficialmente firmata   l’ordinanza tanto attesa dalla marineria con la quale il Comandante della Direzione Marittima Pietro Verna ha definito la chiusura parziale del porto di Pescara istituendo una forte limitazione per l’accesso allo scalo, un’ordinanza che permette da un lato di avviare le procedure straordinarie per favorire il dragaggio e dall’altro consente all’assessore regionale alla Pesca Febbo di innescare i meccanismi procedurali e burocratici di ristoro per gli operatori marittimi.

Inoltre la  firma dell’ordinanza ha permesso di riportare la calma tra gli stessi pescatori che hanno liberato il ponte dell’asse attrezzato, nuovamente occupato per poco meno di un’ora.

Per lunedì prossimo, 6 giugno,  è previsto un nuovo incontro convocato in Prefettura alla Presenza dei tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dell’Ambiente, per individuare gli atti necessari per la prosecuzione del dragaggio, dunque per valutare la possibilità o meno dello sversamento in mare dei fanghi e, in caso di esito negativo, individuare la procedura più idonea per lo smaltimento del materiale, garantendo il miglior utilizzo possibile dei fondi disponibili.

In merito all’incontro, che si è svolto alle 10 presso la sede dell’assessore alla Pesca Mauro Febbo, in via Catullo e  al quale hanno preso parte, tra gli altri, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri e Riccardo Padovano, oltre che a una nutrita delegazione della marineria, il sindaco ha ricordato:

obiettivo del vertice  era quello di avviare le procedure per la richiesta di indennizzo a favore dei pescatori, un ristoro per la condizione di difficoltà in cui versa a Pescara il settore della pesca. E l’assessore Febbo ha dato risposte concrete chiedendo di poter partecipare con i propri dirigenti alla redazione dell’ordinanza del Comandante Verna per una perfetta calibratura del provvedimento che comunque doveva creare le condizioni opportune per consentire l’erogazione degli indennizzi. Nel merito l’assessore ha anche ricordato che ciascun pescatore beneficia di un fondo de minimis pari a 60mila euro complessivi da spalmare nel triennio per il fermo biologico; ora gli uffici della Regione dovranno verificare le somme ancora disponibili per ciascun operatore per poi avviare le procedure di assegnazione dei fondi.

Ha anticipato il consigliere Sospiri:

intanto l’Arta sta avviando le procedure per autorizzare l’ulteriore dragaggio del porto canale per 2milioni di euro; il Ministero sta verificando chi dovrà essere la stazione appaltante dell’ultima fase di escavazione dei fondali e se è ancora disponibile la cava marina di Ortona che aveva una capacità di 800mila euro. Martedì alle 16.30 incontreremo a Roma il Direttore generale del Ministero dell’Ambiente Lupo per esaminare tale documentazione.

Subito dopo la delegazione dei pescatori e le Istituzioni si sono trasferite in Prefettura per la conferenza stampa convocata dal sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone, alla presenza del Prefetto Vincenzo D’Antuono, del sindaco Albore Mascia, l’assessore regionale Febbo e il Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, oltre che il Direttore dell’Arta Mario Amicone e il Presidente della Camera di Commercio Daniele Becci.

Ha sottolineato Albore Mascia:

il  sottosegretario Catone  ha ribadito dinanzi alla marineria e agli operatori portuali la convocazione per lunedì prossimo, 6 giugno, in Prefettura di un nuovo vertice per definire l’iter necessario per arrivare al dragaggio del fiume, premettendo la necessità di effettuare analisi e rilievi per capire quanta sabbia dovrà essere portata via, un confronto che vedrà anche la presenza di Arta, Ispra e Istituto superiore di Sanità. Quindi, sulla base delle valutazioni dello stesso Istituto superiore, capiremo se c’è la possibilità di sversare in mare il materiale dragato o, in alternativa, dovremo individuare immediatamente, ossia entro 4 giorni al massimo, dove poter portare quel materiale perché come ha ben sottolineato l’onorevole Catone il problema dell’insabbiamento dei fondali del porto non appartiene solo a Pescara, ma a tutti i porti d’Italia che però riescono a risolvere tale criticità.

E al vertice di lunedì saranno presenti anche le tre Direzioni generali dei Ministeri interessati, ossia è Roma che verrà a Pescara e non viceversa. E l’onorevole Catone ha sottolineato anche il ruolo e l’importanza di Pescara, quale porto di valenza nazionale, dove l’emergenza non è nata oggi, ma quattro, cinque, sei anni fa.

Al vertice di lunedì sarà presente anche la Camera di Commercio che porterà con sé una delegazione composta dai rappresentanti di settore e di categoria  ossia della marineria e degli operatori commerciali e il sottosegretario non ha escluso la possibilità di adottare anche provvedimenti drastici, come la chiusura totale del porto per una settimana, dieci, venti giorni, il tempo necessario per una soluzione tempestiva della problematica.

Al termine della conferenza stampa la marineria ha inscenato una nuova protesta per chiedere la firma immediata dell’ordinanza di chiusura del porto, occupando nuovamente l’asse attrezzato, mentre le Istituzioni si sono riunite in un terzo vertice nel corso del quale i dirigenti della Regione Abruzzo hanno definito con il Comandante Verna l’ordinanza subito sottoscritta e consegnata alla stessa marineria.

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