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La ricostruzione dello scapolare di San Cetteo

da Redazione Abruzzonews

Scapolari
PESCARA – Il prof .Vito Giovannelli rende noti i risultati della sua ricerca:

Su dettagliate informazioni avute da don Pasquale Brandano, abate di Pescara, ho fatto ricostruire lo scapolare di San Cetteo, in occasione della stampa del mio volume” Immagini Devozionali”: ricerca iconografica in gran parte dedicata proprio a san Cetteo, Protettore di Pescara. Don Brandano mi raccontava -nel periodo in cui collaboravo come incisore nella sua tipografia impiantata a Pescara sulla via Tiburtina- che l’immagine di San Cetteo applicata sullo scapolare sovrastava la fortezza borbonica. Mi chiedeva di farne una ricostruzione su stoffa di colore rosso cardinalizio, come era la tonalità degli scapolari indossati dai devoti che seguivano la processione. Secondo i suoi ricordi lo scapolare fu tenuto in adozione all’incirca fino al 1930. Purtroppo, attualmente, se ne è persa memoria. Non fui in grado di soddisfare la richiesta dell’ illustre prelato, perché non avevo mai visto la fortezza di Pescara, né conoscevo e possedevo immagini afVito Giovannellifidabili a cui ispirarmi per tentare una ricostruzione della fortezza borbonica. La scoperta tardiva di un’ antica immagine di san Cetteo, rinvenuta su una carta d’imbarco, presenta il Santo vescovo di Pescara a protezione della fortezza e non della città, come era solito vedere, invece, nell’iconografia delle immagini devozionali. Il San Cetteo rinvenuto su una carta d’imbarco è una xilografia. Risale al 1788. Fu edita dal re di Napoli Ferdinando IV e fu tirata a braccia dal regio stampatore Serafino Portile. Non ho la certezza che l’immagine ritrovata sia quella a cui faceva riferimento don Brandano. Né posso chiedere conferma allo stesso informatore, perché don Brandano non c’é più dal 1987. Presumo, però, che l’immagine rinvenuta, con la quale attualmente ho ricostruito lo scapolare con la collaborazione di Bruno Damiani, potrebbe essere proprio quella vista da don Brandano, sugli scapolari ancora diffusi intorno agli Anni Trenta, periodo in cui don Brandano assunse la carica di abate di Pescara provenendo dalla curia di Sulmona. L’incarico di abate di Pescara gli fu conferito l’anno prima (1929), dall’arcivescovo di Chieti Nicola Monterisi.

Si ringrazia il prof. Giovannelli per la sua collaborazione