
PESCARA Successo di pubblico per il Gran Galà Dannunziano al teatro Cordova di Pescara, sold out con spettatori anche in piedi. L’evento, ideato e organizzato da Silvano Console o con la partecipazione di ‘Nduccio, ha proposto una rilettura originale di Gabriele d’Annunzio partendo dal suo cognome originario, Rapagnetta, considerato dal poeta un elemento da superare nella costruzione della propria immagine pubblica.
Nel corso della serata sono stati presentati due nuovi volumi pubblicati da Solfanelli e firmati da Silvano Console e Angelo Massimo Pompei, che approfondiscono il rapporto tra d’Annunzio e la sua identità anagrafica. Al dibattito hanno partecipato studiosi e protagonisti della cultura dannunziana, tra cui Pietro Gibellini, Patrizia Paradisi, Lucilla Sergiacomo, Enzo Fimiani e Massimo Palladini.
L’evento ha unito letteratura, cinema, teatro e musica, con la proiezione del docufilm “Rapagnetta Chi? Il destino di un nome”, letture teatrali, omaggi musicali a Francesco Paolo Tosti e un banchetto ispirato alle atmosfere dannunziane.
Nel suo intervento, Console ha inoltre aperto una riflessione sul modo in cui oggi vengono organizzate le celebrazioni dedicate al Vate, sottolineando l’importanza di iniziative culturali capaci di approfondire l’opera e la figura dello scrittore. La serata ha rilanciato il dibattito sul ruolo delle istituzioni culturali e sul valore della casa natale di d’Annunzio, riportando al centro l’interesse per l’uomo oltre il mito del poeta.