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Francavilla al Mare, la ULE chiude l’anno accademico

La ULE di Francavilla al Mare conclude l’anno accademico con il saggio finale all’Auditorium Sirena: laboratori, corsi e 400 iscritti

da Marina Denegri

ULE Francavilla al mare

FRANCAVILLA AL MARE – Si concluderà mercoledì 20 maggio alle ore 17, all’Auditorium Sirena, l’anno accademico della ULE – Università della Libera Età di Francavilla al Mare, conosciuta anche come progetto “Uniamo le Esperienze” per la sua capacità di favorire dialogo, scambio e confronto tra generazioni diverse.

Coordinata dal 2016 da Annalica Casasanta e Nadia Cristina Di Naccio, la ULE continua a crescere nel numero di iscritti e nella partecipazione ai numerosi corsi e laboratori settimanali: spazi creativi e inclusivi che permettono agli allievi di imparare, sperimentare e condividere esperienze in un clima di comunità.

La giornata conclusiva sarà dedicata proprio agli allievi, protagonisti del tradizionale saggio di fine anno. Sul palco si esibiranno i corsisti del laboratorio di danza storica guidato dalla professoressa Cristina Esposito, gli allievi del corso di Lettura ad alta voce curato da Fonderie Ars e i partecipanti al laboratorio “Teatro per la scena” diretto da Maramè. Un appuntamento che rappresenta anche un momento di saluto e di condivisione, con lo sguardo già rivolto al prossimo anno accademico.

«Siamo entusiaste della riuscita del progetto e della crescita costante degli iscritti: considerando anche le annualità precedenti, i tesserati ULE hanno raggiunto quota 400 nell’ultimo anno, un traguardo importante per un’iniziativa che dal 2016 portiamo avanti con passione», dichiarano le coordinatrici Annalica Casasanta e Nadia Cristina Di Naccio.

Soddisfazione anche dall’Amministrazione comunale. «La ULE è una delle esperienze più significative della nostra città: crea relazioni autentiche tra persone di età diverse e valorizza sapere, partecipazione e senso di comunità», afferma la sindaca Luisa Russo.

«L’Università della Libera Età dimostra come la cultura possa essere strumento di crescita personale, inclusione e benessere collettivo. I laboratori hanno coinvolto centinaia di persone, trasformando l’apprendimento in un’esperienza viva e partecipata», aggiunge l’assessora alla Cultura Cristina Rapino.