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Fabiano Di Muzio: “Il traguardo dei 700 gol in carriera? Perchè no?”

di Piero Vittoria

Il pivot del Città di Chieti l’anno prossimo festeggerà i 25 anni di calcio a 5 e vuole provare a raggiungere l’ambito traguardo

fabiano di muzio chietiCHIETI – Per Fabiano Di Muzio questa sarà l’ennesima stagione nel calcio a 5 che conta: con la maglia del Città di Chieti sta disputando il Campionato di Serie C1 e cercherà fortemente di rincorrere altri record e traguardi da aggiungere ad una carriera già ineguagliabile.

Il pivot teatino l’anno prossimo festeggerà la venticinquesima stagione da protagonista in uno sport che lo vede fra i massimi interpreti dall’alto dei suoi 668 gol realizzati finora (compresi i due con i quali ha contribuito al passaggio del turno del Città di Chieti in Coppa Italia in questo inizio stagione). I numeri sono insomma tutti dalla sua parte.

A colpire è l’entusiasmo di un eterno ragazzo di 44 anni che ha ancora molto da insegnare alle nuove generazioni tanto è vero che la dirigenza della sua squadra quest’anno gli ha anche affidato la panchina dell’Under 19 Nazionale, attesa il prossimo 17 ottobre al debutto in un campionato impegnativo nel quale è stata inserita nel girone abruzzese-pugliese.

Doppio ruolo dunque per Fabiano Di Muzio che sarà come sempre alla ricerca del gol per portare in alto i colori neroverdi con la prima squadra, ma anche voglioso di dimostrare tutto il suo valore in un’avventura da allenatore che per lui non è poi completamente nuova (ricordiamo che al timone del Cus Chieti vinse campionato e coppa con la prima squadra in C2 nel ruolo di allenatore-giocatore).

Lo abbiamo intervistato in vista di una partita che per lui riveste un particolare significato, quella contro la sua ex squadra, l’Atletico Silvi, grande favorita del campionato, prevista sabato prossimo.

di muzio in campo

Questo è un anno di ripartenza per il Calcio a 5 e lo sport in generale: com’è stato ritrovare il contatto con il campo per te che sei stato abituato a calcarlo per un così lungo periodo?

“Devo dire che l’esperienza della pandemia è stata devastante da tutti i punti di vista. Per noi abituati allo sport come vita è stata dura farne a meno per tanto tempo: non è retorica parlarne così, può forse sembrare brutto farlo a fronte di una pandemia, ma per me è stata durissima e lo è stato a maggior ragione il ripartire, vista anche la mia non più giovanissima età. È sempre difficile trovare nuovi stimoli ma ho avuto la fortuna di avere dalla mia parte una società che ha puntato ancora una volta su me sotto vari punti di vista. Sono felicissimo di questa ripartenza del calcio a 5 e spero si possa ritornare presto anche all’accesso al pubblico nei palazzetti (per noi dovrebbe accadere dalla prossima partita con presenze al 50% della capienza). Per quanto mi riguarda sono felice di essere tornato alla normalità ed aver ripreso quella che per me è stata la routine degli ultimi 25 anni con questo meraviglioso sport”.

Riparti con i colori che più senti tuoi, quelli neroverdi della tua città …

“Quando parlavo prima di avere dalla mia la fortuna di una società che punta su di me, mi riferivo proprio a questo: è quella della mia città, che la rappresenta al momento al meglio in questo sport sia come qualità che come bacino d’utenza. È una società importante e ambiziosa che opera su vari fronti e ha un progetto a lungo termine, non è cioè una meteora. È un privilegio farne parte”.

Quest’anno torni anche a rivestire il ruolo di allenatore. Ce ne vuoi parlare?

“La società mi ha proposto di allenare, di riprendere cioè a rivestire un ruolo che era stato mio in passato seppur per poco, ma con ottimi risultati ottenuti. All’inizio pensavo di focalizzarmi più sui ragazzi della Scuola Calcio perché quello è il mio primo amore. La dirigenza mi ha invece offerto di allenare l’Under 19 Nazionale. Ci tengo a precisare che le squadre di C1 non hanno l’obbligo di disputare il campionato di Under 19 Nazionale quindi è stata una scelta del Città di Chieti per dare una vetrina ai suoi ragazzi proprio in virtù di quel progetto lungimirante del quale parlavo in precedenza volto alla crescita e alla valorizzazione dei giovani locali. Non nascondo che anche per me è una vetrina importante. Il campionato partirà il 17 ottobre, siamo stati inseriti nel girone abruzzese-pugliese quindi ci confronteremo con diverse realtà di A1, molte squadre di A2 e altre di B. Noi saremo l’unica di C1: è un qualcosa di molto ambizioso che testimonia l’impegno della società. Si spera che i nostri talenti si mettano in evidenza: sto lavorando con loro da un mese e vedo alcuni di ottima prospettiva che sono già nel giro della prima squadra e, se continueranno nel loro processo di crescita, potranno essere protagonisti nel futuro anche ad alti livelli”.

Come sta andando questo inizio di stagione per la prima squadra del Città di Chieti?

“La stagione è iniziata col piede giusto visto che abbiamo ottenuto già il primo obiettivo, la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia dove ci aspetterà il derby con il Minerva negli Ottavi di Finale. Se supereremo anche quel turno ci sarà poi la Final Four che si svolgerà tutta in un’unica location nei giorni fra Capodanno e l’Epifania: noi ci terremmo molto ad esserci. È iniziato anche il Campionato. Nella prima giornata abbiamo perso in maniera assolutamente immeritata e nella seconda vinto in casa con l’Avezzano. Siamo per ora in linea coi nostri programmi”.

Cosa ti aspetti da questa stagione per il Città di Chieti?

“Mi attendo una crescita da parte dei nostri giovani e della squadra in generale. La società ha puntato sulla struttura dello scorso anno inserendo un paio di elementi: è un mix fra giovani e giocatori di esperienza. Rispetto alla scorsa stagione già vedo un cambiamento: affrontiamo le partite in maniera più sfrontata attaccando di più con un buon possesso palla. Io sono abituato a vivere le cose un pochino per gradi: dobbiamo ottenere la salvezza il prima possibile per poter giocare tranquilli e mettere i nostri ragazzi nelle condizioni di poter giocare senza patemi d’animo e con la massima serenità. Il campionato di quest’anno è un po’ atipico, mi sembra molto equilibrato: se rimarremo sul pezzo e acquisiremo man mano la sicurezza nei nostri mezzi potremo fare qualcosa in più”.

Cosa invece ti aspetti a livello personale?

“Quest’anno per me è un pò particolare. Non nego che l’impegno come allenatore dell’Under 19 Nazionale mi attira molto e ci sto profondendo tante energie. Fare il giocatore ormai dopo tante stagioni mi viene naturale, è come se fosse una normalità. Come allenatore non è un inizio vero e proprio, ma sarà una bella responsabilità. La cosa mi sta impegnando molto a livello mentale. Naturalmente poi,non appena metto piede in campo nelle vesti di giocatore, voglio sempre dare il meglio: mi trasformo, ho voglia di segnare, essere protagonista e dare un contributo decisivo alla mia squadra. Nella mia testa partono altri obiettivi: sono a 668 reti segnate finora in carriera e mi piacerebbe arrivare a 700. L’anno prossimo taglierò il traguardo dei 25 anni in questo sport e vorrei festeggiarlo al meglio ovviamente. Mi rendo conto che l’età passa e qualche piccolo acciacco si comincia a far sentire, però voglio sempre fare bene. Sono comunque soddisfatto di quanto fatto nel mio percorso sportivo e felice di aver giocato grandissima parte di questo con la maglia della mia città sacrificando anche possibilità importanti per questi colori. Mi piace anche sottolineare questa ultima fase della mia carriera perché vedere ragazzi che mi stimano prendendomi come punto di riferimento è bellissimo. Sono fortunato ad avere con me, come compagni di squadra e anche fra quelli che alleno, dei ragazzi molto educati e bravi che sanno apprezzare i valori umani oltre quelli calcistici: mi fanno sentire importante. Mi piacerebbe che un domani uno di loro, magari anche un pivot (mio stesso ruolo) possa fare carriera e magari dire che questo è successo anche grazie alla vicinanza e ai consigli di Fabiano Di Muzio, che ha insegnato come stare in campo ma soprattutto fuori dal campo stesso. Avere la voglia di allenarsi e fare sacrifici conta tantissimo nella vita di uno sportivo e spero in questo di aver dato un buon esempio in tanti anni di Calcio a 5”.

Indubbiamente per te la partita di sabato non sarà come tutte le altre visto che giocherai contro la tua ex squadra, l’Atletico Silvi. Come l’affronterai?

“Sono contento di aver lasciato buoni ricordi dovunque ho avuto la fortuna di giocare e lo dico senza voler peccare di presunzione. Ho segnato tanto e mi sono fatto conoscere come giocatore e soprattutto come persona. Ricorderò Silvi sempre con piacere. Sabato prossimo ritroverò tanti amici anche se come avversari, poi c’è il Mister Marrone che mi allenò a Loreto e mi volle poi con lui a Silvi ed il mio Amico Loris Mancini. Con quei colori ho segnato il seicentesimo gol della mia carriera: per uno come me che tiene molto ai numeri, rimarrà un ricordo indelebile. Alla prima partita a Silvi segnai questa rete su rigore e, a sorpresa, a fine match mi regalarono la maglia che celebrava quel bellissimo traguardo da me raggiunto. Nutro un grande rispetto nei confronti del Silvi, dei suoi giocatori e dei dirigenti. Sarà una partita per noi difficile visto che giocheremo contro un’autentica corazzata costruita per vincere: si è rafforzata molto, cito un nome su tutti, Luca Cornacchia, che lo scorso anno era in forza all’Acqua e Sapone in A1. La partita di sabato dovrà rappresentare per noi un’occasione di crescita ed uno stimolo particolare perché giocare contro queste squadre così forti è bello e ci ripaga dei tanti sacrifici che facciamo in settimana…vedremo cosa ne verrà fuori. Dal canto mio, scusami se sono ripetitivo, sono felice ed orgoglioso intanto di giocare ancora questi match a 44 anni, di avere la fortuna (e forse anche un pizzico di bravura) di essere ancora protagonista e soprattutto di essere importante per la mia squadra”.

Fabiano Di Muzio: “Il traguardo dei 700 gol in carriera? Perchè no?” ultima modifica: 2021-10-06T17:57:05+00:00 da Piero Vittoria