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D’Ercole interviene sul caso “Urban Center”

da Donatella Di Biase

Secondo l’assessore ai Lavori pubblici D’Ercole la struttura sarebbe in realtà un Urban-box

PESCARA -Uno dei tormentoni dell’estate è il “caso” dell’Urban Center di piazza Salotto, che a dire la verità i cittadini  pescaresi non hanno ancora ben capito a cosa serva visto che è rimasto quasi sempre squallidamente vuoto anche se “era nato per interagire con la cittadinanza per dare informazioni su progetti e iniziative”.

A detta dell’assessore ai Lavori pubblici Alfredo D’Ercole il cosiddetto Urban Center di piazza Salotto è in realtà un Urban-box, ossia un contenitore povero di contenuti, uno spazio che non ha mai svolto la propria funzione in quanto, oltre a essere strutturalmente inadeguato, è rimasto troppo a lungo decontestualizzato rispetto alla vita cittadina. A questo punto sarà molto più funzionale come Centro di informazione turistica,  in attesa  di un vero Urban Center, ossia uno spazio importante di progetti, riunioni, lezioni, di almeno 200 metri quadrati aperto alla città.

Ha detto ancora D’Ercole:

uno dei temi che negli ultimi giorni sta surriscaldando l’estate pescarese è l’Urban Center di piazza della Rinascita e il suo servizio igienico! Un comico nostrano direbbe: “…roba da matti!”. E avrebbe pure ragione. In realtà credo che si stia parlando a vista, senza conoscere le coordinate del problema e cioè cos’è un Urban Center e cos’è, invece, quel box in vetro posto a Piazza Salotto che tutti noi abbiamo visto quasi sempre vuoto.

Andiamo per ordine. Un Urban Center è un centro di comunicazione, una sorta di interfaccia tra città e cittadini, in cui poter presentare progetti; un punto di contatto per una progettazione condivisa dello sviluppo della propria città, un laboratorio in cui discutere sulle future trasformazioni urbane, un luogo di reciproco scambio tra Istituzioni, associazioni del mondo produttivo, cittadini e di tutti quelli interessati allo sviluppo urbano.

Per comprendere meglio, prendiamo il caso dell’Urban Center Bologna, da me visitato insieme all’amico Presidente dell’Ordine degli Architetti e ad altri tre colleghi dell’Ordine lo scorso 16 luglio. Nato nel 2005 sotto il Sindaco Sergio Cofferati, è stato costituito sotto forma di comitato ed è composto da 12 soggetti tra enti e istituzioni maggiormente coinvolte nelle trasformazioni della città. Ha una commissione tecnica, uno staff operativo e un proprio budget. Il presidente dell’Urban Center è il sindaco, carica che oggi viene ricoperta dal Commissario straordinario che amministra il Comune dopo le note vicende che hanno colpito anche Bologna, la rossa.

Quindi l’Urban Center non è un fatto esclusivo degli architetti, ma una Istituzione che deve rimanere in capo al Comune e di cui l’Ordine degli Architetti potrà essere sicuramente un interlocutore principale. Ma a Bologna gli architetti forse non dovevano essere troppo simpatici a Cofferati, visto che non sono stati invitati a far parte né del Comitato né della Commissione tecnica. L’Urban Center Bologna è collocato nel cuore della città, al secondo piano della Sala-borsa, uno splendido spazio di circa 300 metri quadrati egregiamente recuperato in Piazza del Nettuno.

A questo punto torniamo a Pescara . Credo che più che di Urban Center si possa parlare di Urban-box, un contenitore povero di contenuti, un po’ come le vecchie Sperlari, vendute più per il cofanetto che rimaneva che per le caramelle che conteneva. Uno spazio che non ha mai svolto la propria funzione in quanto, oltre ad essere funzionalmente inadeguato (non c’erano i servizi igienici), è rimasto per troppo tempo un oggetto decontestualizzato rispetto alla vita cittadina, tristemente vuoto persino durante l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo: uno spazio autocelebrativo e vuoto di idee.

E solo ora che l’amministrazione comunale ha dato un senso e una funzione a quel box per utilizzarlo quale punto per la realizzazione di un sistema di informazione e assistenza al turista (a cui oltre al Comune partecipano anche APTR, Provincia di Pescara, Fondazione PescarAbruzzo, Camera di Commercio e SAGA), ci si accorge che esiste e parte l’assalto con discussioni da bar e con una bella fetta di cocomero fresco. L’idea di Urban Center: l’obiettivo su cui si sta lavorando è quello di creare a questo punto un nuovo spazio molto importante per presentazioni di progetti, riunioni, lezioni, dibattiti e workshop; uno spazio qualificato di almeno 200 mq aperto alla città e sotto la regia del Comune.

Il tutto nel rispetto dei principi di trasparenza, competenza e miglioramento della qualità della vita cittadina, valori già indicati dal Sindaco Mascia nel suo programma elettorale e che i cittadini hanno confermato con il risultato delle urne. Riportiamo, quindi, un po’ di ordine nelle cose: il box sarà molto gradito ai turisti, il bagno molto utile agli addetti (tranquilli, non è trasparente!), il nuovo “Urban Center Pescara” molto importante per il futuro sviluppo della città. Operazioni semplici fatte con lo spirito di servizio ai cittadini, senza scomodare i professionisti del lontano Oriente, magari più abituati a parlare agli uffici marketing delle multinazionali che al cuore dei cittadini di Pescara.

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