
REGIONE – La gestione del demanio marittimo e il nodo delle concessioni balneari restano al centro del dibattito istituzionale. La posizione della Regione Abruzzo è netta: la valutazione sulla scarsità della risorsa deve tenere conto delle specificità dei territori, rientrando a pieno titolo nelle competenze regionali. A ribadirlo è il consigliere delegato Nicola Campitelli, (nella foto) a margine della riunione odierna che ha riunito i rappresentanti regionali sul tema.
Il percorso della Regione Abruzzo e il ruolo dei Comuni costieri
L’Abruzzo si è già mosso concretamente sul fronte amministrativo e legislativo. Come spiegato da Campitelli, l’amministrazione regionale sta portando avanti un’attenta raccolta dati, resa possibile grazie alla stretta sinergia con i Comuni costieri. Un lavoro ritenuto indispensabile per giungere a un’analisi seria e coerente con la morfologia e le caratteristiche uniche della costa abruzzese.
Il nodo del bando-tipo e la richiesta di autonomia
Nel mirino del dibattito c’è anche la struttura del bando-tipo nazionale. Per la Regione Abruzzo, questo strumento deve fungere esclusivamente da supporto operativo e non trasformarsi in un vincolo che predetermina le decisioni delle amministrazioni locali.
«È importante che rimanga ferma la possibilità per le Regioni di valutare la scarsità della risorsa sul proprio territorio, soprattutto nelle more dell’eventuale definizione di criteri uniformi a livello nazionale», sottolinea il delegato FdI. L’eventuale riferimento alla scarsità all’interno del bando-tipo dovrà avere un valore puramente ricognitivo, evitando di stabilire in anticipo perimetri, ambiti o criteri rigidi.
La richiesta avanzata dalla Regione è chiara: valorizzare il lavoro di mappatura già svolto e garantire il giusto spazio alle peculiarità locali, bilanciando la necessità di regole chiare con il rispetto delle specificità territoriali della costa abruzzese.