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Centro oli di Ortona: la Regione si costituisce in giudizio davanti alla Consulta

da Donatella Di Biase

PESCARA –  La Giunta Regionale si è costituita nel giudizio di legittimità costituzionale davanti alla Corte Costituzionale per l’opposizione al ricorso proposto dal Governo avverso la Legge regionale 18 dicembre 2009 n. 32 contenente Provvedimenti a tutela della Costa Teatina, Legge Regionale che come è noto blocca la realizzazione di centri estrattivi in zona di particolare interesse ambientale, turistico, enogastronomico, agricolo, nella fattispecie del Centro Oli di Ortona.

Con il ricorso, che tende al riconoscimento della legittimità costituzionale della Legge Regionale, viene di fatto bloccata ogni attività e dunque anche la realizzazione del Centro Oli di Ortona. A sostegno dell’opposizione vi è la nota prot. 3620 del 4 marzo 2010 con la quale il servizio Legislativo del Consiglio Regionale segnala che sebbene la materia oggetto dell’intervento normativo abbia attinenza con la “tutela dell’ambiente”, di competenza legislativa statale esclusiva, può essere inquadrata ai sensi dell’art. 117 della Costituzione, terzo comma, nell’ambito della “valorizzazione dei beni ambientali”, del “governo del territorio”, della “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” con la conseguente legittimazione della Regione ad un intervento normativo di tipo concorrente.

Grazie alla costituzione in giudizio, eventuali iniziative da parte dell’Eni resteranno bloccate almeno per i prossimi 30-36 mesi e nel frattempo Giunta regionale e Governo nazionale continueranno a lavorare per elaborare una modifica del testo della legge impugnata, capace di contemperare l’interesse dello Stato a perseguire gli obiettivi e le linee della politica energetica nazionale con l’interesse della Regione Abruzzo a preservare determinate aree del proprio territorio, specie quelle di particolare pregio agricolo come il comprensorio Ortonese.

Ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo :

in quel territorio, dove c’è un’agricoltura di altissima qualità,  la costruzione del Centro Oli rappresenterebbe un colpo mortale alla produzione e all’intera economia. Ma anche continuare a parlare di un impianto che non si farà produce danni altrettanto gravi. Spero, dunque, che l’iniziativa della Giunta Regionale metta la parola fine su questa vicenda e che chi non vuol sentire e non vuol vedere si renda finalmente conto che stiamo operando per la tutela dell’ambiente, del comparto agroalimentare e dell’economia. Ringrazio il presidente della Regione per la particolare attenzione che ha mostrato verso il problema dimostrando, anche in questa circostanza, di mantenere gli impegni assunti con i cittadini.

Vorremmo aggiungere poche parole di commento al comunicato della Regione Abruzzo. Per fortuna è arrivata la decisione della Giunta Regionale di costituirsi davanti alla Consulta per ottenere il riconoscimento della legittimità costituzionale della Legge Regionale, che blocca le trivelle  in zone di interesse ambientale…accogliamo dunque la notizia con soddisfazione, ma qualche dubbio, qualche perplessità ci rimane.Quali saranno le modifiche al testo della legge ? Come si potranno  mettere d’accordo gli interessi della politica energetica nazionale, che non disdegna neppure  il nucleare, con la vocazione ambientale dell’Abruzzo , che ha consentito di salvaguardare una grandissima varietà di habitat ed esseri viventi? Cosa dobbiamo aspettarci che il Centro Oli piuttosto che a Ortona sia realizzato in altre zone regionali?  All’Abruzzo e agli abruzzesi basta e basterà per tanti anni  il triste primato  di avere la più grande discarica d’Europa… non  vogliono pagare uno scotto  ancora  più alto.

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