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Bobby Solo emoziona Loreto Aprutino: grande concerto per la Festa di San Zopito 2026

Bobby Solo incanta Loreto Aprutino con una scaletta ricca di classici rock e successi italiani durante la Festa di San Zopito 2026

da Marina Denegri

LORETO APRUTINO – A Loreto Aprutino, il 25 maggio, la notte si è accesa di quella magia che solo la musica dal vivo sa creare. Sul palco della Festa di San Zopito, Bobby Solo ha riportato indietro il tempo, tra luci calde, applausi e un’energia che ha unito generazioni diverse in un unico grande abbraccio musicale.

Fin dall’attacco con Blue Suede Shoes e Hound Dog, omaggi al suo amato Elvis Presley, la piazza è diventata una pista di rock’n’roll. Bobby Solo ha dominato la scena con il carisma di sempre, sostenuto da un pubblico che non ha smesso un attimo di seguirlo, cantare, ballare.

La scaletta è stata un viaggio dentro la storia della musica: Rock Around the Clock, Shake, Rattle & Roll, la dolcezza senza tempo di Can’t Help Falling in Love, fino all’atmosfera intima di The End of the World. Poi il ritorno in Italia, con una serie di brani che hanno fatto esplodere la piazza.

Prima di Non c’è più niente da fare, Bobby Solo ha raccontato un aneddoto personale: il suo sassofonista, appena lasciato dalla fidanzata, aveva scritto quel brano in un momento di malinconia profonda. “Una canzone che oggi – ha detto – in tempi di Ccovid, guerre e fragilità, è più attuale che mai”.

Il concerto è proseguito con un crescendo emotivo. Prima di Quando vedrai la mia ragazza, Bobby ha ricordato con affetto Gino Paoli, raccontando un episodio divertente legato alla nascita del brano.

E prima di Si è spento il sole ha regalato al pubblico un ricordo irresistibile: una notte passata a camminare con Adriano Celentano, fino a entrare in una farmacia dove il Molleggiato ordinava medicine “come se stesse chiedendo un aperitivo al bar”, tra le risate generali.

Poi è arrivato uno dei momenti più attesi: Chella llà. Prima di intonarla, Bobby Solo ha confessato il suo amore profondo per la musica napoletana, quella dei tempi di Roberto Murolo e di Mario Merola. Ha raccontato che Merola era molto amico di sua madre e che, quando lei rimase delusa per il quindicesimo posto a Sanremo con Gelosia, lui la consolò scherzosamente, strappandole un sorriso. Un ricordo tenero, accolto dalla piazza con un applauso spontaneo.

Il pubblico ha cantato a squarciagola Si è spento il sole, Baci, Quando, fino ai capolavori assoluti: Una lacrima sul viso e Se piangi, se ridi. Prima di quest’ultima, Bobby Solo ha raccontato un episodio che ha lasciato tutti incantati: dopo l’esibizione a Sanremo era andato a cena convinto di non aver vinto. Solo più tardi alcuni tecnici Rai lo raggiunsero trafelati per dirgli che Mike Bongiorno lo stava cercando sul palco per premiarlo. Un frammento di storia della musica italiana che ha emozionato l’intera piazza.

Non sono mancati i richiami al grande rock americano – Folsom Prison Blues di Johnny Cash, Ready Teddy di Little Richard – né incursioni nella canzone italiana come Zingara e Cristina, che hanno aggiunto ritmo e colore alla serata.

È stato un concerto che ha mescolato ricordi, balli improvvisati, nostalgia luminosa e una gioia semplice e condivisa. Una notte che Loreto Aprutino porterà nel cuore, perfettamente intrecciata allo spirito della Festa di San Zopito, tra tradizione, comunità e musica che non passa mai di moda.

La scaletta del concerto

Blue suede shoes (Elvis Presley)

Hound dog (Elvis Presley)

Rock en roll o clock (Bill Haley & His Comets)

Shake Rattle & Roll (Elvis Presley)

Can’t help falling in love (Elvis Presley)

The end of the world (Skeeter Davis)

Non c’è più niente da fare

Chella llà (Renato Carosone)

Quando vedrai la mia ragazza (Little Tony)

Si è spento il sole (Celentano)

Baci (Remo Germani)

Siesta

Quando (Tony Renis)

Una lacrima sul viso

Se piangi se ridi

Folsom Prison Blues (Johnny Cash)

Zingara (Iva Zanicchi)

Cristina

Ready Teddy (Little Richard)

Foto a cura di Roberto di Blasio