Antonelli replica al Pd su Pescara Gas

PESCARA – L’assessore alle Società Partecipate Antonelli  ha commentato ieri le affermazioni del Pd sul “‘caso’ di Pescara Gas ribadendo che l’attuale amministrazione non ha criticato la costituzione della Società suddetta, a totale capitale pubblico, ma ha evidenziato il debito della stessa con Enel Gas e il fatto che la città paga le conseguenze di un’operazione mal gestita nel 2005 dalla precedente amministrazione di centro-sinistra

Ha detto Antonelli;

excusatio non petita, accusatio manifesta: non comprendiamo oggi l’ennesima requisitoria del Pd per giustificare la scelta politica del precedente governo di centro-sinistra che nel 2005 ha deciso di trasferire la gestione delle reti e degli impianti cittadini alla neonata società Pescara Gas Spa a totale capitale pubblico.

Per l’ennesima volta il Pd ha riempito di parole e previsioni da ‘sibilla’ la vicenda di Pescara Gas, con l’obiettivo di distogliere l’attenzione dal cuore del problema che oggi la città deve affrontare . Nessuno ha contestato la bontà o meno della scelta del precedente governo di centro-sinistra di costituire una società a totale capitale pubblico, la Pescara Gas Spa, alla quale affidare la gestione delle reti, degli impianti e dei semafori cittadini. Né tantomeno sono stati espressi giudizi di merito sulla funzionalità o meno di quella società.

Ma il dato concreto è che i cosiddetti futuri vantaggi pronosticati dal Pd e quantificati addirittura in 53milioni 800mila euro sono puramente empirici e tutti da dimostrare, mentre nell’attesa il Comune di Pescara si trova a dover subito sborsare 14milioni di euro per un contenzioso nato dall’operazione di riscatto delle reti per la distribuzione del gas naturale, un’operazione che poteva essere gestita sicuramente in modo migliore. Quando il passato governo di centro-sinistra ha deciso di costituire la società Pescara Gas, alla quale poi conferire le reti riscattate, ha determinato la necessità di effettuare una stima industriale di quelle reti che prima erano gestite dalla ex Camuzzi-Enel Gas, stima che poteva essere fatta in due modi: condivisa o unilateralmente. Il precedente governo di centro-sinistra ha scelto di effettuare quella stima unilateralmente e, nell’occasione, i tecnici incaricati hanno eseguito una stima probabilmente inferiore al reale, valutando in poco più di 8milioni di euro il valore delle reti, a fronte dei 40milioni di euro stimati da Enel Gas.

E’ evidente che quella distanza abnorme tra le due stime ha generato il contenzioso che è andato male per il Comune di Pescara: il lodo arbitrale fatto all’epoca ha condannato il Comune di Pescara a pagare oltre ai 9 milioni di euro offerti dal vecchio governo di centro-sinistra altri 17milioni 91mila euro, oltre a rivalutazioni e interessi dal 2006, e ha condannato ancora il Comune a pagare le spese di lite per 333mila 333,34 euro, oltre a 1milione 200mila euro per la liquidazione del Collegio arbitrale, 70mila euro per il Ctu, 60mila euro per le spese di segreteria, arrivando a toccare i 26milioni di euro. Il lodo, emesso nel dicembre del 2007, è divenuto esecutivo nel luglio del 2008, dunque già da oltre due anni l’Enel Gas avrebbe potuto pretendere il pagamento di quella somma emettendo un semplice atto di precetto e il precedente governo di centro-sinistra non ne ha mai fatto menzione.

L’attuale amministrazione di centro-destra, grazie alla trattativa messa in atto dal sindaco Luigi Albore Mascia e dal direttore generale Stefano Ilari, è riuscito a far scendere quel contenzioso a 14milioni di euro, tra l’altro ricorrendo a Pescara Gas per la contrazione di un mutuo di tale portata. Se infatti il Comune si fosse dovuto assumere da solo l’onere di tale mutuo, praticamente avremmo esaurito l’intera capacità di indebitamento dell’Ente per il 2010. Inoltre per avere efficacia il Consiglio comunale dovrà approvare lunedì prossimo la delibera di adeguamento del canone corrisposto a Pescara Gas, che passerà da 1milione 650mila euro del 2010 ai 2milioni 250mila euro dal 2011 sino al 2014.

Un aumento importante, ma comunque necessario per consentire alla società di far fronte al mutuo che contrarrà per pagare l’indebitamento e al Piano economico-finanziario che prevede investimenti pari a 6milioni di euro per l’ammodernamento della rete cittadina. E dopo il voto dovremo ratificare l’accordo transattivo entro il prossimo 30 novembre affinchè lo stesso abbia efficacia. Dunque, a fronte di presunti vantaggi futuri generati dalla scelta politica del riscatto delle reti, vantaggi che oggi rappresentano una valutazione empirica e unilaterale del Pd, il vero problema sollevato dall’attuale amministrazione è il debito da 14 milioni di euro che il precedente governo di centro-sinistra avrebbe dovuto pagare dal 2008.

Antonelli replica al Pd su Pescara Gas ultima modifica: 2010-11-05T09:26:20+00:00 da Donatella Di Biase