
VASTO – Maggiore riconoscibilità del biologico, investimenti in sostenibilità, valorizzazione dei sottoprodotti e innovazione come leva competitiva. Sono questi i temi che hanno guidato la due giorni nazionale “Frantoi italiani: valore, innovazione e mercato”, promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari al Palazzo d’Avalos, con il patrocinio del Comune di Vasto. Un appuntamento che ha trasformato la città in un vero hub di confronto sul futuro della filiera olivicola‑olearia, riunendo frantoiani da tutta Italia, rappresentanti istituzionali, tecnici, associazioni di categoria ed esperti del settore.
Ad aprire i lavori sono stati il sindaco Francesco Menna e il presidente AIFO Alberto Amoroso, mentre alla seconda giornata ha partecipato anche il vicesindaco Felicia Fioravante. AIFO ha espresso un ringraziamento formale all’amministrazione comunale per l’accoglienza e il supporto logistico, elementi che hanno contribuito al successo dell’iniziativa.
Il congresso si è svolto in un momento particolarmente complesso per il comparto: rallentamento del mercato, calo dei prezzi, giacenze ancora elevate e l’avvicinarsi della nuova campagna olearia. Una fase che richiede alla filiera di superare la logica emergenziale e di dotarsi di strumenti strutturali per rafforzare la competitività delle imprese.
Nel panel dedicato al tema “Come aumentare il valore dell’olio: mercato, certificazioni e finanza”, il professor Angelo Frascarelli (Università di Perugia) ha sottolineato la necessità di passare da una semplice logica di prodotto a una vera catena del valore, in cui qualità, territorio, reputazione, certificazioni e comunicazione diventino leve strategiche per sostenere il prezzo dell’olio italiano.
Ampio spazio è stato dedicato anche agli strumenti finanziari. Vincenzo Bisaccia ha illustrato il ruolo del credito agrario moderno e del pegno rotativo come soluzione per sostenere la liquidità delle imprese e ridurre la pressione commerciale nei momenti critici. Manlio Livio Cassandro (Studio Cassandro) ha approfondito le opportunità legate ai progetti di filiera, alla promozione internazionale, ai fondi europei e ai nuovi strumenti connessi a sostenibilità, carbon farming e cooperazione transfrontaliera.
Tra i temi centrali anche quello della sostenibilità ambientale certificata. Matteo Malorgio (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha presentato lo schema nazionale “Made Green in Italy”, un modello basato su metodologie scientifiche e verifiche indipendenti, utile per comunicare in modo credibile l’impronta ambientale dei prodotti e contrastare il greenwashing.
Uno dei momenti più attesi è stato il confronto sull’olio biologico, alla presenza del sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, che ha annunciato l’imminente arrivo del marchio biologico nazionale, utilizzabile anche sull’olio. Un passo che punta a rafforzare la riconoscibilità delle produzioni bio italiane. Al panel sono intervenuti anche Alissa Mattei (capo panel AIFO), Leonardo Seghetti (vicepresidente O.L.E.A.) e Gaetano Agostini (vicepresidente AIFO), evidenziando come il biologico rappresenti una grande opportunità di crescita, a patto che sia accompagnato da tracciabilità, controlli e comunicazione chiara.
Molto partecipata anche la sessione dedicata alla valorizzazione dei sottoprodotti dei frantoi, tema sempre più strategico in ottica di economia circolare. Sanse, reflui, nocciolino, foglie e residui di potatura possono diventare risorse per agricoltura, energia, biogas, nutraceutica, cosmesi e nuovi materiali. Ne hanno discusso Lorella Rossi (CIB – Consorzio Italiano Biogas), l’ing. Alessandro Pietrodarchi (Ecolan Spa) ed Elia Pellegrino (vicepresidente AIFO), evidenziando come ciò che per anni è stato considerato un costo possa trasformarsi in una leva di reddito e innovazione.
La conclusione dei lavori è stata dedicata al Piano olivicolo nazionale e alle prospettive per i frantoi, con l’intervento dell’onorevole Marco Cerreto, membro della Commissione Agricoltura della Camera. Cerreto ha richiamato il quadro di “ColtivaItalia”, provvedimento in discussione alla Camera che include anche il Piano olivicolo nazionale, con una dotazione di 300 milioni di euro. Al confronto hanno partecipato anche Dora Desantis (FOOI), Francesca Petrini (CNA Agroalimentare) e il presidente AIFO Alberto Amoroso.
«Il Congresso AIFO ha confermato una necessità ormai evidente: i frantoi non chiedono interventi episodici, ma una strategia stabile per dare valore all’olio italiano e garantire sostenibilità economica alle imprese – afferma Amoroso –. Il frantoio deve essere considerato sempre più un presidio produttivo, economico e territoriale. Senza frantoi moderni, sostenibili e finanziariamente solidi, anche la qualità dell’olio italiano rischia di perdere forza. Per questo vogliamo che l’appuntamento di Vasto diventi un momento stabile di confronto nazionale».
La due giorni è stata sostenuta da importanti realtà della filiera olearia e agroindustriale, con Pieralisi e Studio Cassandro come main sponsor, e la partecipazione di Polat, Eurostar, Amenduni, Iride, Lisotti, EnoItalia, Italia Olivicola, Oner Labate, Clemente, Altograf, Mori e Mercuri.
Con il Congresso AIFO, l’associazione ha voluto aprire un percorso condiviso tra frantoiani, filiera, mondo tecnico e istituzioni, con l’obiettivo di affrontare la nuova campagna olearia con maggiore consapevolezza e contribuire alla costruzione di una strategia nazionale capace di rafforzare il futuro dell’olio italiano.