Violenza sulle donne: qualcosa si muove a L’Aquila

Richiesta del Centro Antiviolenza e minore discriminazione tra uomini e donne anche nella Giunta comunale, sono i primi passi a favore delle donne che subiscono violenza dentro e fuori le mura domestiche

L’AQUILA-  Lo stupro della giovane ragazza  universitaria  avvenuto la scorsa settimana a Pizzoli ha destato sdegno e reazioni riguardo una vicenda così dolorosa che conduce a ricordare gli episodi di violenza quotidiana consumati in privato e non sempre denunciati.

Pare che questo efferato  episodio non sta rimanendo solo una brutta pagina di cronaca ma qualcosa si muove a favore delle donne che subiscono violenza:

All’omertà di Chiodi, Carfagna e Berlusconi si è sostituito un significativo interesse del Ministro Fornero che ha ricevuto la mia lettera e mi ha messa in contatto con la Dott. Patrizia De Rose.

È all’attenzione del Ministro la vicenda dello scippo dei fondi per il centro antiviolenza a L’Aquila e attraverso i suoi uffici, si sta recuperando tutta la vicenda documentale. Ho approfittato del colloquio per ribadire la gravità della situazione dell’Aquila e la necessità che il Ministero attui un’ azione decisa sull’ordinanza di Berlusconi e sui provvedimenti attuativi del commissario Chiodi.

ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Stefania Pezzopane a seguito della telefonata con il capodipartimento per le Pari opportunità, Patrizia De Rose.

Il 13 gennaio infatti,  la Pezzopane  aveva scritto al Ministro Fornero sollecitandolo ad interessarsi della sconcertante vicenda dei 2 milioni e mezzo rubati e distolti dagli obiettivi a cui la legge originaria (decreto terremoto) era destinata e aveva richiesto formalmente la costruzione della Casa Antiviolenza .

L’ordinanza di Berlusconi decide che il Commissario Chiodi provveda ‘alla ristrutturazione di edifici colpiti dal sisma già utilizzati quali centri antiviolenza e di lotta all’emarginazione, nonché per la realizzazione di nuove strutture, avvalendosi della Diocesi dell’Aquila e delle altre Diocesi abruzzesi. Il Commissario delegato provvede altresì di realizzare un centro poliedrico per le donne per lo svolgimento di iniziative per il contrasto di situazioni di marginalità…anche fuori dei territori dei Comuni del cratere, come ha ricordato l’assessore ricostruendo l’iter:

In sintesi, le Diocesi di tutto l’Abruzzo e la consigliera di parità, anche fuori dal cratere, utilizzeranno fondi che il Parlamento aveva dedicato ad una specifica finalità, ossia quella di combattere la violenza sessuale a L’Aquila e nel cratere, e combatterla anche ricostruendo ed adeguando strutture all’uopo destinate.

L’unica realtà del cratere era ed è presente a L’Aquila dal 2007 e il Comune collabora con questa struttura ed, anche con altre realtà che si occupano di questo delicato tema, per far fronte ad una violenza sessuale che dopo il terremoto è cresciuta.

L’ultima vicenda  è così odiosa e sconcertante da  far scaturire una volontà comune che  sia fatta piena luce nel rispetto della donna violata con bestialità:

Mentre accadono tali stupri, ed altri più segreti dentro le mura apparentemente pacifiche di troppe abitazioni, l’ex Presidente del Consiglio, l’ex Ministro Carfagna e il Commissario Chiodi distolgono i fondi ad altri scopi.

Li attribuiscono a soggetti fuori dal cratere per obiettivi distanti anni luce dalla lotta contro la violenza sessuale. Alla faccia delle donne.

conclude la Pezzopane che non risulta l’unica voce determinata a creare  maggiori opportunità alle donne; a parere del Consiglio Comunale de L’Aquila  la  dolorosa vicenda ripropone lo stato della relazione tra generi connotata dalla violenza maschile e la discriminazione ancora esistente tra i due generi.

Si è pronunciato infatti, a favore  dell’ approvazione della modifica dello statuto, proposta dalla giunta:

Sarebbe l’unica prova concreta della volontà di riempire di contenuto il Diritto Costituzionale alla rappresentanza piena senza discriminazione di sesso tra uomini e donne.

ha dichiarato il consigliere comunale Antonello Bernardi, proseguendo:

Garantire il 50 percento di donne in Giunta, a partire dalla prossima legislatura, sarebbe un segnale forte e darebbe coraggio a tante altre donne.

Sarebbe una buona occasione per il nostro Consiglio comunale, costituito ad oggi da 39 uomini e una donna, esprimere con questo voto grande rispetto a tutte le donne, al di là del calcolo e della conta di genere.

Occorrono coraggio e voglia di cambiamento ma, soprattutto occorre smettere di nascondersi dietro l’ipocrita retorica che le donne non ci sono o non sono competenti.

È importante secondo il consigliere, chiarire che la democrazia di genere non è oggetto di concessione o di contrattazione, non è oggetto di vita politica ma soggetto dal quale partire per mandare alle donne della città e di tutta la nazione un messaggio forte e nuovo e in un paese che tutt’oggi, ha ancora difficoltà a recepire i diritti del genere femminile.