TEP: rimedio alla tendinopatia calcificata della spalla

Dall’Università ‘G.D’Annunzio’ di Chieti un trattamento innovativo spiegato da chi si è operato per metterlo in atto

CHIETI – Recentemente è stato attivato il TPE, acronimo di Trattamento Percutaneo Ecoguidato per la cura delle tendinopatie calcifiche della spalla, grazie alla collaborazione fra il Servizio di Ecografia Internistica coordinato dalla professoressa Cosima Schiavone e dal Dott. Michele Abate e la Clinica Ortopedica e Traumatologica diretta dal professor Vincenzo Salini.

TPE  è una valida alternativa alle consuete terapie svolta presso il Servizio di Ecografia in regime di Day Hospital;in diversi centri italiani, fra i quali gli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna con successo da molti anni viene eseguita quando la calcificazione si trova in una fase di “riassorbimento”, che è fra l’altro la più dolorosa.

Il paziente, dopo un periodo di osservazione presso la Clinica Ortopedica, viene dimesso e può tornare alla sua attività lavorativa entro 48 ore.

Il trattamento, sotto controllo ecografico e in anestesia locale, prevede l’introduzione di due aghi in corrispondenza della calcificazione : con uno si frantuma la calcificazione e si inietta della soluzione fisiologica mentre con l’altro vengono “lavati” ed aspirati i frammenti di calcio.

La tendinopatia consiste in un deposito di calcio in uno dei tendini della spalla che può verificarsi per due motivi:

a) le cellule tendinee si trasformano in cellule produttrici di calcio per un processo che si chiama “metaplasia” (tendinopatia calcifica); in questo caso il deposito di calcio si trova nel contesto del tendine.

b) il tessuto tendineo degenera a causa dell’invecchiamento e dell’usura, e successivamente calcifica (calcificazione degenerativa); invece qui il deposito è posto in corrispondenza dell’inserzione del tendine sull’omero.

In particolare  il prof. Salini spiega la malattia dicendo che:

La tendinopatia calcifica della spalla è una patologia ad eziologia sconosciuta che interessa principalmente soggetti con età compresa fra i 40 e i 50 anni, prevalentemente di sesso femminile ed è caratterizzata da formazione di depositi di calcio sui tendini della cuffia dei rotatori.

I pazienti lamentano spesso un dolore cronico alla spalla  che si manifesta maggiormente durante le ore notturne e può compromettere in maniera significativa le attività della vita quotidiana.

Dolore è localizzato in corrispondenza della faccia anteriore o laterale della spalla e  non prosegue oltre il gomito o il collo. Il dolore si acuisce durante il sollevamento del braccio e può essere presente anche di notte e può ridurre la mobilità della spalla. E come specifica il Dottor Abate:

Lasciata a se stessa  la calcificazione può frammentarsi spontaneamente con importanti crisi dolorose e riassorbirsi del tutto, con possibile scomparsa della sintomatologia.

Nei casi in cui il dolore diventi cronico si può invece ricorrere a terapie incruente, quali la ionoforesi e le onde d’urto, o decidere di affrontare un intervento chirurgico in artroscopia.

Con la tecnica TPE, da un punto di vista clinico, generalmente, i pazienti riferiscono immediato beneficio mentre in alcuni casi si può verificare la ripresa transitoria della sintomatologia tra il 2° ed il 3° mese dopo il trattamento a causa di residui calcifici e ispessimento bursale.Tuttavia, nel  80 % dei casi il problema viene risolto definitivamente.