Credere la luce per una nuova iconografia della Madonna dello Splendore: sabato a Giulianova inaugurazione della mostra

GIULIANOVA (TE) – Sabato 2 luglio alle ore 19.00, presso il Museo d’Arte dello Splendore a Giulianova, ci sarà l’inaugurazione della mostra “Credere la luce Per una nuova iconografia della Madonna dello Splendore”. Verranno esposte 11 opere realizzate da artisti che nei mesi di gennaio e febbraio scorso hanno preso parte ad un corso di arte sacra dal titolo: “Per una nuova iconografia della Madonna dello Splendore”. Questi i nomi degli artisti che espongono: Pierluigi Abbondanza, Carlo Bachetti, Cinzia Baldassarri, Beatrice Basile, Francesca Casolani, Monica Cece, Jacopo Da San Martino, Fabio Di Lizio, Luca Farina, Marino Melarangelo, Sandra Spelli.

Sarà presente anche un’acrilico di uno dei maestri del novecento, Aligi Sassu, raffigurante la Madonna dello Splendore, donato dall’artista a Padre Serafino Colangeli , fondatore della Piccola Opera Charitas, che lo ha tenuto sul suo letto fino al giorno della morte avvenuta il 23 maggio di due anni fa. E a padre Serafino Colangeli sono dedicati mostra e catalogo a cura di Marialuisa De Santis.

All’inaugurazione sarà presente il Vescovo, S.E. Mons. Michele Seccia e ci saranno gli interventi di Alessandra Gasparroni, Carmine Di Sante e Marialuisa De Santis con Federica De Lucia come moderatrice. Sarà possibile visitare la mostra dal 9 al 24 luglio dal martedì alla domenica dalle ore 17.00 alle 20.00 con ingresso gratuito.

IL PROGETTO – Nei mesi di gennaio e febbraio il centro culturale San Francesco della Piccola Opera Charitas di Giulianova ha organizzato un corso di arte sacra rivolto a giovani artisti indirizzati verso l’arte sacra.  Partito dal progetto culturale della Diocesi di Teramo-Atri, il corso si è avvalso soprattutto dell’aiuto del teologo e biblista Carmine Di Sante, docente dell’Istituto teologico di Assisi e, nel ventennio 1980-2000, del SIDIC di Roma.

I giovani artisti sono stati accompagnati nella riflessione sulla figura mariana, sull’evento dell’apparizione e, in generale, sulla distinzione fatta da Paolo VI, tra quella che è arte propriamente liturgica e quelle che definì come sacra e religiosa. Pur proponendo loro anche la “lettura” di diverse raffigurazioni mariane contemporanee, in seguito, gli artisti , per la realizzazione della loro Madonna dello Splendore, sono stati lasciati completamente liberi di scegliere le modalità espressive ritenute più consone, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II che affermò inequivocabilmente che la Chiesa non ha uno stile ufficiale.