C5, Pescara-Rieti 5-4: i bianconazzurri ritrovano punti e serenità

photo1PESCARA – Nuovo successo casalingo per il Pescara che se escludiamo quello recente contro il fanalino di coda era a digiuno di succesi da diverse giornate. Tre punti conquistati con tenacia e grande lucidità in mezzo al campo. Il 5-4 riflilato al Rieti permette ai ragazzi di Patriarca di allungare in classifica nei riguardi proprio della squadra laziale e a sole 3 lunghezze dal Montesilvano.

I biancazzurri nei primi trenta minuti hanno offerto la loro espressione migliore di gioco dell’intera stagione, mostrando sul campo un dominio pressoché assoluto. Mai visto tanto impegno e tanta intensità. Nonostante la partita si fosse messa subito male per l’ennesima disattenzione difensiva, i delfini mostravano una lucidità e una determinazione insospettabili e iniziavano a prendere a schiaffoni, si fa per dire, Rieti, mettendola all’angolo e lavorandola ai fianchi fino a farle abbassare la guardia.

Il 2-1 con il quale si chiudeva il primo tempo sembrava risultato ben misero rispetto ai valori messi in campo dai biancazzurri.

La cronaca infatti a parte la frittata combinata da Cellini e Davì, che si ostacolano indugiando nel classico “vado io, vai tu”, permettendo così all’esperto De Nichile di approfittarne e di realizzare il più scaltro dei gollonzi, non registra nel primomtempo alcuna altra pericolosità di marca pontina. Il Pescara, infatti, reagisce alla grande, incominciando a martellare la difesa di Gilli e compagni, fino a sgretolarla. A metà tempo, infatti, Ghiotti strappa un pallone dai piedi di un reatino e serve con celerità De Luca, che a sua volta, attirata tutta la difesa ospite su di sé, offre un assist delizioso per Assad, che mette dentro a porta spalancata. I cannoneggiamenti dell’artiglieria biancazzurra proseguono incessanti, partendo principalmente dagli obici di Canabarro, Nicolodi e Davì. Gilli si offre come un novello Toti ad ultimo e insuperabile baluardo. Quando non c’è lui è il palo a respingere una conclusione di Jader Fornari. A Dudù, invece, non sembra vero avere a disposizione la più ghiotta delle occasioni, tanto è vero che la sbuccia malamente mandandola alta. Canabarro, a sua volta, inizia una vera e propria battaglia personale con Gilli, calciando tiri pesantissimi che il portiere reatino respinge sempre con balzi prodigiosi. Ma dai e dai alla fine il valore e il coraggio dell’estremo reatino non bastano più e Canabarro realizza un vero golazo dalla distanza, siglando una delle più belle reti stagionali. È il minuto 19 e la gioia dei tifosi fa da gloriosa cornice all’evento. Non siamo a Piazza San Pietro ma poco ci manca. Si va così al riposo meritatamente in vantaggio.

Quando si riparte i delfini appaiono ancora più in palla e decisi a metter fine alla contesa. Sale in cattedra questa volta Nicolodi che, dopo tanto digiuno, sigla la doppietta che stende al tappeto Rieti. I pontini per la verità, nello spazio occorrente a Douglas di segnare entrambe i gol, cercano di reagire ma si trovano sempre di fronte ad un Cellini in formato Supereroe Marvel e i loro tiri vanno ad infrangersi sistematicamente sui guantoni del portiere pescarese. Quando al 7′ Davì ben servito da Fornari insacca sotto misura la quinta segnatura, sugli spalti si grida al trionfo e qualcuno suggestionato dagli eventi pontifici pensa addirittura al miracolo. Ranieri a questo punto tenta il tutto e per tutto, giocandosi in largo anticipo la rischiosa carta del portiere di movimento. Al principio la mossa sembra non scalfire le sicurezze del Pescara ma quando Fabiano al 14′ devia involontariamente nella sua porta, vanificando un’antecedente grande parata di Cellini, sulla volta del PalaRigopiano riprendono a volteggiare le streghe. In un amen Marcelinho segna due reti e il panico avvolge e oscura la tranquillità biancazzurra. È il panico! In aggiunta a 95″ dalla fine si infortuna gravemente Cellini, a cui cede il ginocchio sinistro in una sfortunata uscita alta. Il pareggio è nell’aria, Jukic è in tribuna ed è Fornari ad indossare la casacca del portiere. A pochi secondi dalla fine accade però quello che non ti aspetti, cioè la super parata dell’improvvisato portiere, che respinge prodigiosamente, come fosse il più esperto e preparato dei goal keeper. Fine dei giochi e gioia gridata a pieni polmoni. I risultati che vengono dagli altri campi rallegrano ancor più la serata.

È proprio una notte speciale, la sofferenza e la tensione degli ultimi minuti lasciano il posto alla soddisfazione e ad una ritrovata serenità. Peccato davvero per Cellini, che di nome si chiama Francesco, come chi da questa sera è chiamato ad un incarico ben più gravoso. Che questa beenevolacoincidenza possa essere di buon augurio allo sfortunato portiere dei Delfini e che possa rinforzarlo nello spirito e nella volontà. Auguri Francesco!

Queste le parole del tecnico Patriarca a fine partita:

“Abbiamo sofferto e messo in pericolo la vittoria facendo emergere ancora una volta le nostre paure più profonde. Nel finale abbiamo rivisto le streghe, ormai di casa al PalaRigopiano, riuscendo a far rientrare in partita un avversario ormai alle corde. Non siamo riusciti a segnare negli ultimi undici minuti, quando i reatini hanno rischiato la carta del portiere di movimento. Se non è un record ….poco ci manca ! È un’annata così, ci siamo ormai rassegnati a convivere con le nostre angosce. Paura di vincere ? Credo proprio di si. Spero che adesso avendo un po’ assestato la nostra classifica, si possa ritrovare, sin da sabato prossimo a Bassano, quella tranquillità necessaria per fare bene. Almeno lo spero”.

C’è spazio però anche per qualche annotazione benevola e alla fine Patriarca accenna quasi ad un sorriso quando ripercorre i primi trenta minuti della partita: “La solita partenza ad handicap, questa volta però siamo riusciti a rimediare in fretta. Abbiamo giocato con la giusta lucidità, applicando sul campo quello che avevamo studiato in allenamento. Si può certamente fare meglio ma i nostri primi 30′ sono forse stati i migliori di tutta la stagione. Bravi soprattutto quelli che più avevano deluso nelle ultime giornate, non voglio fare nomi ma hanno finalmente dato tutto, senza nascondersi e senza accampare alibi”.

Mario tira fuori dalla tasca la sua sigaretta elettronica, da cui ormai non si separa più, e dopo un paio di boccate torna ad assumere l’espressione trasognata di sempre. Sembra volerci congedare, ha parlato sin troppo e vorrebbe rientrare alla svelta nei suoi proverbiali silenzi ma un pensiero finale lo vuole dedicare a Francesco Cellini, uscito parecchio malconcio dalla partita: “Voglio fargli pubblicamente i miei più sentiti auguri per una pronta guarigione. L’infortunio sembra serio e il mio dispiacere è grandissimo. Temo che perderemo per un bel po’ di tempo un ragazzo umile e sincero, che anche questa sera ci ha dato una grossa mano. Forza Francesco, quando tornerai sarai ancora più forte di prima”.

TABELLINO:

PESCARA-REAL RIETI 5-4 (2-1 p.t.)

PESCARA: Cellini, Davì, Nicolodi, Canabarro, Fornari, Morgado, Fabiano, Ghiotti, Leggiero, De Luca, Schurtz, Marcone. All. Patriarca

REAL RIETI: Gilli, Forte, Giustozzi, Mocellin, De Nichile, Marcelinho, Serilli, Bresciani, Palenga, Esposito, Fred, Dell’Oso. All. Ranieri

Arbitri: Filippo Vidotto (San Donà Di Piave), Gianantonio Leonforte (Vicenza) CRONO: Marco Pennarossa (Pescara)

Reti: 3’10’’ De Nichile (R), 9’57’’ Fabiano (P), 18’52’’ Canabarro (P) del p.t., 1’39’’ e 6’44’’ Nicolodi (P), 7’57’’ Davì (P), 13’52’’ aut. Fabiano (P), 15’06’’ e 15’51’’ Marcelinho (R) del s.t.

Ammoniti: Schurtz (P), Dell’Oso (R).