Botti di Chieti Scalo chi ride e chi piange

Lo afferma Marco Di Paolo che sottolinea i pro e i contro dei fuochi pirotecnici allestiti per le manifestazioni settembrine

CHIETI – Il Consigliere Comunale Marco Di Paolo, ha emesso la seguente nota.

«Botti di Chieti Scalo chi ride e chi piange.Sono stati molti i riscontri positivi per le manifestazioni settembrine a Chieti Scalo che hanno visto il culmine con i fuochi pirotecnici quale momento conclusivo di una kermesse molto riuscita.Nel complimentarmi, quindi, con gli organizzatori e con l’Amministrazione Comunale per essere riusciti ad allestire una manifestazione nonostante le ben note ristrettezze economiche, mi corre l’obbligo di ricordare che propri i fuochi artificiali sono stati un momento di piacere per alcuni ma non per tutti.Infatti, ho ricevuto molte segnalazioni da comuni cittadini che proprio in ragione delle esplosioni dei fuochi pirotecnici hanno avuto non pochi problemi con i loro animali domestici, per lo più impauriti ed in alcuni casi addirittura scappati dal domicilio del padrone.Anche in questo caso vale la pena ricordare che è in dirittura d’arrivo in Consiglio Comunale il Regolamento per l’uso di materiale esplodente in Città; regolamento che, se approvato, tra le altre cose obbligherà l’Amministrazione Comunale a dare ampia e preventiva comunicazione sull’organizzazione di spettacoli pirotecnici.Questo per consentire ai tanti padroni di animali di poter provvedere per tempo mettendo i loro animali in condizioni di sicurezza ed evitando agli stessi animali veri e propri traumi che nulla hanno di diverso rispetto a quello prodotto dall’abbandono, fenomeno disgustoso purtroppo ancora presente nel nostro paese, che rappresenta una delle principali ragioni del randagismo.L’amore per gli animali e la giusta convivenza con loro necessita di regole chiare e precise e per questa ragione mi auguro che il Consiglio Comunale possa votare all’unanimità il Regolamento per l’uso di materiale esplodente perché rappresenterebbe un deciso salto di qualità per la nostra collettività.»