
SPOLTORE – Un pomeriggio di emozioni autentiche e di grande partecipazione ha accompagnato la presentazione del volume “Villa S. Maria di Spoltore – Note di una possibile ricostruzione storica”, la nuova opera del maestro Giustino Pace, pubblicata da La Centenaria Editrice. Il Centro Polifunzionale della frazione ha accolto una platea numerosa e attenta, composta da cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio, confermando il profondo legame della comunità con la propria storia e con una delle figure più amate di Spoltore.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione La Centenaria Spoltore guidata da Andrea Morelli in collaborazione con il Comune, si è trasformata in un vero viaggio nella memoria collettiva. Morelli, che ha curato l’apparato fotografico del volume, ha illustrato il lavoro svolto insieme all’autore, arricchito anche dalle suggestive immagini aeree realizzate da Licio Salerni. Al centro dell’incontro, il metodo rigoroso di Pace, capace di riportare alla luce documenti, testimonianze e frammenti di vita quotidiana che compongono il mosaico storico di Villa S. Maria.
La presentazione, condotta da Mariagrazia Controguerra e aperta da un intervento poetico di Milvia Di Michele, ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale. Il Sindaco Chiara Trulli e l’Assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico hanno sottolineato il valore dell’opera come strumento di conoscenza e identità. «Sostenere progetti che scavano così a fondo nella nostra storia significa rafforzare il senso di appartenenza della comunità» ha dichiarato Di Giandomenico, evidenziando la grande affluenza come segnale del bisogno diffuso di riscoprire le proprie radici.
Al centro della scena, Giustino Pace ha ricevuto l’abbraccio caloroso del pubblico. Visibilmente emozionato, ha condiviso la genesi del libro, il lungo lavoro di ricerca e la passione che lo ha guidato nella ricostruzione storica della frazione. Le sue parole, accolte con affetto e gratitudine, hanno confermato ancora una volta il ruolo centrale che il maestro ricopre nella vita culturale di Spoltore.
La serata si è così trasformata in un momento di comunità, memoria e riconoscenza, celebrando non solo un libro, ma un patrimonio condiviso che continua a unire generazioni e territori.