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Pescara,Albore Mascia su ‘Programma di Governo: il Polo Ambientale’

da Redazione Abruzzonews

Pescara programma di Governo il Polo AmbientalePESCARA – Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, nel corso della conferenza stampa  sul tema ‘Programma di Governo: il Polo Ambientale’, alla presenza anche dell’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco,ha dichiarato che il  risanamento e il recupero dell’area oggi occupata dal cementificio, in via Raiale, rappresenta un Patto con il quartiere e con la Città, e soprattutto sarà uno degli obiettivi dello sviluppo del ‘Polo Ambientale’ nel secondo mandato di Governo. Tra le azioni programmate  : la delocalizzazione più opportuna dello stabilimento, ormai inattivo , la realizzazione del Parco Fluviale,  un’area naturalistica attrezzata con punti di aggregazione, di incontro, di ristoro .
“Se c’è un dato che più di ogni altro oggi non può essere smentito neanche dal più scettico o malpensante è che Pescara in cinque anni ha visto aumentare in maniera incredibile la propria vivibilità – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia –. Nel 2009 con coraggio ci siamo posti alla guida di una città in serie difficoltà, una città spenta, che aveva perso la sua anima e con livelli di inquinamento da polveri, il Pm10, oltre ogni limite. Qualche giorno fa stavamo rivedendo i vecchi monitoraggi delle centraline dell’Arta, e ci siamo accorti che nel maggio 2008 le nostre centraline avevano registrato già 47 superamenti dei livelli limite del Pm10, quando in un anno ne sono consentiti appena 35 di superamenti. Un dato inimmaginabile oggi quando, quelle stesse centraline, dall’inizio dell’anno, hanno registrato solo 16 superameprogramma di Governo il Polo Ambientalenti, dunque all’incirca un terzo di sei anni fa, e comunque quel dato non ci soddisfa, perché noi miriamo ad azzerare quel dato. Ma comunque è incontrovertibile che la vivibilità sia migliorata e questo è frutto non del caso, o della fortuna, ma è frutto di scelte coraggiose e chiare che la mia amministrazione comunale ha avuto la forza di compiere, difendere e portare avanti, anche quando qualcuno, consiglieri comunali d’opposizione o Associazioni di categoria, annunciava sollevazioni popolari. Quante volte in questi cinque anni, ci siamo sentiti accusare di aver fatto soffocare nello smog la città per aver cambiato questo o quel senso unico, o per aver chiuso al traffico una strada. Ebbene, oggi possiamo dire che le chiacchiere stanno a zero e alla conta dei fatti valgono solo i dati concreti e reali: oggi possiamo dire senza timore che i provvedimenti adottati in questi cinque anni hanno permesso a Pescara di uscire dalla morsa dello smog e non perché lo diciamo noi, ma perché lo dicono le centraline dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, che è l’unica autorità in materia. E un notevole contributo nella riduzione dei livelli delle polveri nell’aria è derivata da una decisione forte, difficile, ma inevitabile per noi, una decisione assunta in una grande solitudine istituzionale, una solitudine rotta esclusivamente da alcune associazioni ambientaliste, come il Wwf, o da Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista. Una solitudine in cui non abbiamo registrato il contributo di quelle grandi Organizzazioni di categoria che al contrario oggi hanno visto risorgere un’anima ambientalista impensata sino a sei mesi fa, ma bontà loro, meglio tardi che mai. E mi riferisco alla vicenda del cementificio. Noi abbiamo difeso la nostra posizione, ovvero il cementificio andava non chiuso, ma delocalizzato, sicuramente un’operazione difficile, economicamente onerosa, ma che poteva essere portata a termine nell’arco di 10-20 anni, se solo ci fosse stata a Pescara una classe politica dirigente convinta e ostinata. Ebbene,quella classe politica, in passato, come ben sappiamo non c’è stata: anzi, al contrario, c’è stata una classe politica che ha barattato per un calice la permanenza del cementificio a Pescara per 15 anni, una vicenda amara, oltre che politicamente assurda. Nel 2009 abbiamo assunto con la città l’impegno di portare avanti quella che non è una battaglia, quanto una volontà popolare, ossia spingere per la delocalizzazione della cementeria in un sito che fosse all’esterno della cinta urbana. E l’occasione per imprimere un’accelerazione a tale operazione è stata la richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata ambientale, una richiesta alla quale molto semplicemente la mia amministrazione ha posto un rifiuto – ha ricordato il sindaco Albore Mascia -, creando un effetto a catena da parte delle altre Istituzioni e determinando la sospensione delle attività del cementificio, la cui attività comunque, complice anche la crisi dell’edilizia piombata a livello nazionale, era giunta al capolinea. E i frutti di quella scelta, lo ripeto, sono evidenti, perché da quel momento anche la qualità dell’aria di Pescara è notevolmente migliorata, così com’era ovvio accadesse. Quella scelta ha visto solo noi sulle barricate, perché una larga fetta della politica di centro-sinistra si è ben guardata dal pronunciare un parere di merito per non crearsi antipatie, a partire dal mio attuale competitor alla carica di sindaco, che probabilmente, anche in quel periodo, ‘era troppo impegnato’ in altre faccende per occuparsi della salute dei pescaresi. Ma non fa niente, perché c’era e c’è un sindaco che se ne occupava e se ne occupa anche oggi, un sindaco che, con le associazioni sindacali, oggi sta anche seguendo le sorti occupazionali dei circa 70 dipendenti della struttura ancora in cassa integrazione. Oggi però è giunto il momento di andare avanti, di voltare pagina e guardare al futuro. Oggi è giunto il momento di pensare al ‘dopo-cementificio’. E’ evidente che la fabbrica sorge su un’area immensa, situata in via Raiale, nel cuore di quello che era stato concepito come il Polo industriale della città, ma che oggi è inevitabilmente destinato a cambiare volto. Ecco, chiuso il cementificio, noi non vogliamo che questa struttura diventi una ‘cattedrale’ nel deserto, al pari di quello che è accaduto per anni all’inceneritore o all’ex Conceria Cogolo, tanto per fare pochi esempi. Ora abbiamo l’occasione irripetibile di ripensare lo sviluppo di quest’area tanto speciale, una superficie che sorge a pochi passi dal fiume, che merita dunque una tutela speciale, ma per la quale comunque va pensato un domani, fatto non di consumo del suolo, ma piuttosto uno sviluppo ambientale. Uno degli impegni previsti nel nuovo Programma di Governo 2014-2019 è allora quello di aprire subito un rapporto con la proprietà dell’area su cui sorge il cementificio, la Sacci, per condividere una scelta di sviluppo, pensando che questa superficie potrà e dovrà diventare il cuore del futuro Parco Fluviale già in fase di progettazione. Parco fluviale che immaginiamo attraverso un Programma di Rigenerazione urbana, individuando servizi specifici all’interno dell’area, dunque attrezzature sportive, per il tempo libero, piste ciclabili, piccoli punti di aggregazione, orti sociali e orti botanici, servizi dunque tali da rendere fruibile l’area, da renderla vivibile e perfettamente calata nel contesto circostante. Il tutto, ovviamente, non potrà essere a costo zero per la pubblica amministrazione, che allora potrà contribuire alla delocalizzazione dell’impianto e al recupero e risanamento della superficie attingendo a misure finanziarie di fonte europea, e in questo un formidabile aiuto ci arriverà da EuropAurum, quella finestra quotidianamente aperta sull’Europa, che ci permette di individuare e intercettare in tempo reale possibili fonti di finanziamento. Entro cinque anni anche tale risultato potrà e dovrà essere raggiunto perché è un obiettivo alla portata di una classe politica e dirigente ostinata e capace”.