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Pescara, utilizzo immobili comunali: Sospiri replica al direttore della Caritas

da Redazione Abruzzonews

Il consigliere regionale ribadisce la necessità di fare chiarezza su modalità  e finalità di utilizzo dei manufatti denominati  ‘La Volpe’e ‘La Rosa’ 

PESCARA – “Excusatio non petita, accusatio manifesta: la Caritas di Pescara ha preferito personalizzare l’emergenza immigrati e le legittime richieste di trasparenza avanzate da Forza Italia. Nessuno ha mai detto che la Caritas fa ‘business’ con gli immigrati, abbiamo detto e ribadiamo che sulla vicenda dei presunti profughi c’è un business che, secondo l’ultimo bando della Prefettura, muoverà solo su Pescara e provincia circa 24milioni di euro per 305 giorni di accoglienza di 1.114 unità ed è un dato innegabile.

E pretendiamo chiarezza sull’utilizzo di immobili comunali impiegati per accogliere quelle unità. Ma intanto oggi un primo risultato lo abbiamo ottenuto: l’edificio comunale ‘La Volpe’ di via Valle Furci, che proprio la Caritas aveva candidato per ospitarvi un numero imprecisato di presunti profughi, verrà invece giustamente usato dal Comune per ospitarvi tra i 16 e i 34 cittadini di Pescara rimasti senza casa dopo che 84 appartamenti di via Lago di Borgiano sono stati dichiarati a rischio crollo. Ovvero saranno dei pescaresi in condizioni di grave necessità a usufruire di un immobile costruito dal Comune con i soldi dei pescaresi”.

Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri replicando alle parole di Don Marco Pagniello della Caritas.

“Non ci piacciono le allusioni né le parole dette a mezza bocca – ha detto il Capogruppo Sospiri -: se Don Marco, in qualità di Direttore della Caritas di Pescara sa che c’è qualcuno che ‘fa affari’ sulla pelle dei migranti, che prende in affitto alberghi e si procura guadagni, lo dica chiaramente, faccia i nomi e i cognomi e presenti una denuncia pubblica, esattamente come ha sempre fatto Forza Italia, anche a costo di diventare antipatici o impopolari.

Basta ricordare la battaglia portata avanti dal centro-destra per giorni l’estate scorsa quando una cooperativa ha tentato di sbarcare decine di migranti un albergo preso in gestione sulla riviera sud di Pescara, a inizio estate, e proprio il nostro presidio e la nostra mobilitazione politica hanno impedito il loro arrivo, cancellando quell’albergo dall’elenco delle strutture disponibili.

O basta ricordare la battaglia che da oltre un anno stiamo portando avanti per ‘liberare’ gli alberghi di Montesilvano. Spiace che la Caritas abbia voluto personalizzare e farsi protagonista del nostro impegno teso a contrastare e combattere proprio chi ha fatto dell’emergenza migranti un business che smuove indiscutibilmente decine e decine di milioni di euro.

Ovviamente però non possiamo esimerci dal sottolineare come all’ultimo bando della Prefettura la Caritas abbia partecipato candidando l’utilizzo del dormitorio di via Alento per ospitarvi una quota dei 1.114 presunti profughi destinati a Pescara, ma il dormitorio, pagato anche con soldi regionali e comunali, non è nato per questa finalità, ma per dare un tetto di notte ai clochard accampati alla stazione ferroviaria centrale, che dall’inverno scorso, guarda caso, sono tornati a dormire fuori dalla stazione.

E soprattutto non abbiamo potuto non notare che la stessa Caritas ha partecipato al bando candidando l’utilizzo dell’edificio ‘La Volpe’, costruito però dal Comune non per ospitarvi presunti profughi, seppur donne, ma appunto per accogliervi in sicurezza donne vittime di abusi e costrette ad allontanarsi dal tetto coniugale o familiare, con o senza minori.

Don Marco stesso ci ha rivelato che il sindaco Alessandrini era a conoscenza di tale utilizzo e a questo punto gireremo al sindaco Alessandrini i nostri quesiti, ovvero perché non ha informato la città e il Consiglio comunale del cambio di destinazione dell’immobile e dove, da agosto 2016, vengono ospitate le donne italiane, pescaresi o comunque residenti nel capoluogo adriatico, che sono eventualmente costrette a lasciare la loro casa.

Non solo

ha proseguito il Capogruppo Sospiri – ora chiederemo anche a chi è oggi assegnata la gestione del manufatto gemello de ‘La Volpe’, denominato ‘La Rosa’, sempre in via Valle Furci, originariamente affidato dal centro-destra al Centro di Aiuto alla Vita di Patrizia Ciaburro, e come e con quali finalità viene concretamente utilizzato il fabbricato.

Nell’attesa di ottenere le risposte necessarie, constatiamo di aver raggiunto un primo risultato: aver tenuto accesi i riflettori sulla vicenda, ha aiutato il sindaco Alessandrini a ricordarsi di disporre, nel patrimonio comunale, dell’edificio ‘La Volpe’ nel momento dell’emergenza, e infatti ora nella struttura troveranno sistemazione temporanea tra le 16 e le 34 persone residenti in via Lago di Borgiano e ora rimaste senza casa, un utilizzo legittimo e giusto”.