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Pescara, Sospiri interviene su indagine vicenda balneazione

da Redazione Abruzzonews

PESCARA –  Il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, commentando l’indagine giudiziaria sull’emergenza balneazione che vede sindaco e vicesindaco di Pescara entrambi indagati ha dichiarato che Alessandrini, la sua giunta e la sua intera maggioranza dovrebbero aprire una riflessione circa l’opportunità e il dovere di rassegnare le proprie dimissioni per rispetto nei confronti di quella città che il sindaco ha tradito il 28 luglio scorso, tenendo nascosta un’emergenza, ovvero lo sversamento in mare di 30milioni di litri di liquami, con il relativo divieto di balneazione. Inoltre  Sospiri ha ricordato che  Alessandrini nel gennaio 2013 sottoscrisse e difese in aula la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Albore Mascia per l’insabbiamento del porto canale, una vicenda sulla quale, in quel caso sì, il sindaco non aveva competenze. Ma l’allora consigliere Alessandrini, e l’allora consigliere Enzo Del Vecchio non sentirono ragioni e discussero per ore in aula sul dovere di mandare a casa il sindaco Albore Mascia tentando il colpo di mano, poi miseramente fallito.
“Non entro negli aspetti tecnici della vicenda giudiziaria, e mi limito agli aspetti politico-amministrativi sui quali ormai si dibatte da oltre due mesi – ha sottolineato il Capogruppo Sospiri -. L’ultima seduta del Consiglio comunale ha di fatto confermato quanto già sapevamo, ovvero che il 28 luglio c’è stato lo sversamento di 30milioni di litri di liquami per la rottura della condotta fognaria provvisoria; il 31 luglio l’Arta ha ufficializzato al sindaco che il mare non era balneabile; ma il sindaco Alessandrini ha consapevolmente scelto, come ha ribadito in aula, di non informare la popolazione, perché, sulla base delle sue personali valutazioni, la situazione sarebbe migliorata. Poi c’è il mistero dell’ordinanza-fantasma, scritta il primo o il 3 agosto, lo accerteranno gli inquirenti, ma comunque un’ordinanza priva di efficacia, nulla, carta straccia, visto che tanto non è stata pubblicata sull’albo pretorio, e c’è poi tutto un capitolo di verità non dette, omissioni, atti nascosti, fino all’epilogo finale, che emerge oggi dai giornali, ossia il sindaco Alessandrini quando giovedì è andato in aula ad affrontare i cittadini e ha pronunciato la sua requisitoria sapeva già di essere indagato, ma, anche in quel caso, lo ha volutamente nascosto alla città, non rispondendo neanche alla domanda diretta rivoltagli in aula, e anche stavolta il suo segreto è stato smascherato. Ora, è evidente che Pescara non può permettersi di essere governata da un sindaco che gioca a nascondino tra le stanze del Palazzo, ma ha bisogno di stabilità, serenità e soprattutto deve poter contare sulla sincerità totale di chi la governa, qualità che sono evidentemente venute a mancare nell’ultimo anno del governo Pd. Un Pd giustizialista a singhiozzo: era giustizialista quando governava il sindaco Albore Mascia, e ha promosso e istituito una Commissione d’indagine su Pescara Città Europea dello sport, con denunce in magistratura; era giustizialista quando ha portato in Consiglio una mozione di sfiducia contro il sindaco Albore Mascia, colpevole, secondo il Pd, di non aver costruito una barriera umana contro l’insabbiamento del porto; era giustizialista quando chiedeva le dimissioni del sindaco perché c’era stata l’emergenza neve o l’alluvione; ma quello stesso Pd diventa permissivo con un sindaco e un vicesindaco che permettono consapevolmente a migliaia di cittadini e turisti di farsi il bagno, in piena estate, tra 30milioni di litri di feci e liquami, perché hanno scientemente deciso di tenere nascosto il divieto di balneazione. E lo stesso sindaco Alessandrini, in maniera sbalorditiva, e mostrando un’arroganza inaudita, si autoassolve, elencando, peraltro, le opere che sostiene di aver avviato per la bonifica del fiume e per intercettare gli scarichi abusivi: e allora è giusto ricordare al sindaco ‘smemorato’, che continua ad attribuirsi meriti che non ha, che le opere come il DK15, ossia la realizzazione dei nuovi collettori sulle golene nord e sud, o in via del Circuito, così come le opere sul depuratore, sono state pensate, progettate e finanziate dal governo di centrodestra. Lui si è seduto sulla sedia da sindaco, ha trovato i progetti pronti, e c’ha pure messo un anno semplicemente per far aprire i cantieri, un ritardo meritevole dell’ennesimo Tapiro che ormai Alessandrini sta collezionando. La città oggi si aspetta un atto dovuto, le dimissioni del sindaco e la caduta della sua giunta, con l’auspicato arrivo di un Commissario che dovrà condurci sino alle prossime elezioni. E non lo chiediamo per ripicca politica, ma perché quello che è accaduto a Pescara negli ultimi tre mesi è di una gravità inaudita, un fatto che ha creato una frattura insanabile tra la città e i suoi amministratori”.