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Niccolò Fabi ammalia il teatro d’Annunzio: le foto del concerto di Pescara

da Redazione

Niccolò FabiPESCARA – Non poteva mancare, anche per il nuovo tour di Niccolò Fabi, la consueta tappa a Pescara. Consueta, perchè il cantautore romano ha da sempre un rapporto speciale con la città adriatica, che nasce addirittura prima del suo esordio discografico: Fabi, infatti, si esibiva a Pescara già prima della pubblicazione del suo debut album.

La data del 29 luglio al Teatro d’Annunzio (introdotta dalla talentuosa cantautrice Joan Thiele) ha mostrato un artista in costante crescita, anno dopo anno e disco dopo disco.

Impossibile, dunque, non partire da ‘Una somma di piccole cose’, l’ultimo lavoro in studio di Niccolò che, non a caso, ha aperto il live con la riproposizione in scaletta di sei pezzi che trovano posto proprio in questo cd: ‘Una somma di piccole cose’, ‘Ha perso la città’, ‘Facciamo finta’, ‘Filosofia agricola’, ‘Non vale più’ e ‘Una mano sugli occhi’. Brani pieni di atmosfera e pathos, che mettono subito in chiaro quali siano oggi le sonorità – un po’ malinconiche e introspettive, sicuramente permeate di riflessività – che l’artista ha scelto di seguire.

Uno stile che non pone mai la poesia in secondo piano, perchè se è vero che “hanno vinto i parcheggi in doppia fila” non bisogna mai dimenticare che “verranno giorni limpidi”, anche se “la muffa può sembrare caviale”.

Si passa poi ad alcune tracce del passato come “Ostinatamente” (ripescata dal primo album del 1997, ‘Il giardiniere’) e la suggestiva “È non è”. Il punto più alto della serata, però, viene toccato con “Il negozio di antiquariato” eseguita in versione voce e piano e interpretata insieme al pubblico, che più volte Fabi lascia cantare da solo. Da brividi.

Dopo “Oriente” e “Vento d’estate”, vecchia hit originariamente incisa in coppia con Max Gazzè, il cantautore recupera ‘Giovanni sulla terra’, retaggio della sua collaborazione con lo stesso Gazzè e con Daniele Silvestri per il disco realizzato in trio pochi anni fa. Il set si avvia alla conclusione con ‘Solo un uomo’, ‘Costruire’, ‘Offeso’ e ‘Lasciarsi un giorno a Roma’, che fa riversare buona parte degli spettatori sotto palco.

Nel bis c’è spazio per “Vince chi molla”, solo piano e voce, ‘Aeroplano’ (scritta e intonata dal chitarrista Alberto Bianco, anch’egli cantautore), ‘Una buona idea’ e ‘Lontano da me’ (mischiata a citazioni di “Country road”), con cui Niccolò Fabi si congeda, dando appuntamento alla prossima volta nella ‘sua’ amata Pescara.

Scaletta del concerto di Niccolò Fabi del 29 luglio a Pescara:

Una somma di piccole cose
Ha perso la città
Facciamo finta
Filosofia agricola
Non vale più
Una mano sugli occhi

Ostinatamente
È non è
Indipendente
Il negozio di antiquariato (solo piano)

Ecco
Sedici modi di dire verde
Oriente
Vento d’estate
Giovanni sulla terra

Solo un uomo
Costruire
Offeso
Lasciarsi un giorno a Roma

BIS:
Vince chi molla (solo piano)
Aeroplano
Una buona idea
Lontano da me