Gennaio, 2019

27gen20:3023:00Al Teatro Tosti di Ortona in scena Enrico iV

enrico IV ortona

Quando

(Domenica) 20:30 - 23:00

Dove

Teatro F. P. Tosti Ortona

Piazza Garibaldi, 42 Ortona

Informazioni sull'evento

Il secondo appuntamento della Stagione di Prosa programmata al Teatro Tosti di Ortona da ACS Abruzzo Circuito Spettacolo in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale e con la Compagnia dell’Alba, è domenica 27 gennaio alle ore 20,30 con un originale Enrico IV, di Luigi Pirandello con l’adattamento e la regia di Carlo Cecchi, con Carlo Cecchi.

L’attore fiorentino, che proprio oggi (25 gennaio) compie 80 anni, è uno dei grandi protagonisti del teatro dove calca da protagonista i più importanti palcoscenici da cinquanta anni e rivede democraticamente il capolavoro pirandelliano, come spiega nelle note di regia, dando maggiore respiro anche ai ruoli degli attori che sono accanto a lui in palcoscenico Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò.

«…Si recita anche contro Pirandello, quando il contenuto e/o la forma della sua “tragedia” regrediscono ai luoghi comuni del teatro naturalistico della fine dell’Ottocento (per esempio: “la commozione cerebrale” come causa della pazzia del protagonista; o l’intero terzo atto che Pirandello precipita in un confuso e melenso melodramma con tanto di “catastrofe” finale). Questo doppio gioco con l’autore …conduce “la tragedia” a uno spettacolo il cui tema è il teatro, quello di oggi: specchio frantumato che riflette la vita della nostra epoca che è (citando Beaudelaire) “un deserto di noia” con “oasi d’orrore” che crescono e sempre più si moltiplicano nel mondo.

Enrico IV fu scritto per Ruggero Ruggeri, “grande attore” dei primi decenni del Novecento. Dopo di lui, tutti i “grandi attori” si sono “cimentati” con questo ruolo, fino agli ultimi superstiti. Esso è infatti un lungo, sterminato monologo, dove la funzione degli altri personaggi si riduce spesso a quella di dare la battuta al “grande attore” perché possa continuare il suo estenuante monologo. Ho ridotto drasticamente la parte di Enrico IV, dando in questo modo spessore drammatico agli altri personaggi, così da permettere un gioco di insieme.» Carlo Cecchi

Carlo Cecchi riprende uno dei testi più belli e penetranti di Luigi Pirandello, rimaneggiandolo però in maniera tale da renderlo ancora più incisivo, privilegiando l'aspetto psicologico e di critica sociale rispetto alla sontuosità testuale. “Inscenare la propria follia per ritirarsi dietro le quinte della realtà, e da lì contemplare sogghignando le miserie e le ipocrisie della società. È questo l'artificio psicologico e teatrale adottato da un uomo (il cui nome resta ignoto per tutta la durata dello spettacolo), il quale, dopo una caduta da cavallo nel corso di una rievocazione storica, decide di fingersi mentalmente disturbato e mostrarsi convinto di essere la personificazione dell'Imperatore Enrico IV di Franconia. ….la scena finale è una vera e propria "resa dei conti", con Enrico che lascia intendere come la caduta da cavallo sia stata provocata da un suo rivale, con l'intenzione di ucciderlo. Uscitone incolume, ha preferito fingersi folle per ottenere una vendetta più efficace... La pazzia è inscenata sin dall'inizio, a differenza di quanto accade nel testo originale (dove la caduta da cavallo ne è la vera causa); rendendola invece una scelta, Cecchi ne aumenta il valore di strumento psicologico, ne fa una maschera inquietante, uno strumento di vendetta in quanto, rifacendosi alle culture arcaiche, colui che è folle è una sorta di messaggero divino le cui parole rispecchiano la verità. (Sipario 17 dic. 2017)

Biglietteria

Il botteghino sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 e al giovedì dalle 10 alle 12.30.