Consiglio comunale, Pescara: dedica a Flaiano

Delineati i tratti salienti del carattere dello scrittore abruzzese attraverso vari interventi .

PESCARA – Si è svolto, ieri , un Consiglio  straordinario convocato dal Presidente del Consiglio comunale Licio Di Biase per celebrare i cento anni dalla nascita di uno dei figli più illustri di Pescara. Enrico Vaime, amico di Flaiano, ha raccontato aspetti del carattere del grande sceneggiatore e autore  dicendo:

Flaiano era il mio mito, il sogno della mia vita era quello di conoscerlo e poi ho avuto la fortuna non solo di realizzare quel sogno, ma anche di lavorare con lui, con un uomo che pur nella sua genialità non aveva la pretesa di insegnare niente ad alcuno. Tra noi c’erano ventisei anni di differenza anagrafica, eppure sembrava mio coetaneo, era spiritoso, gioviale, allegro, dotato di una malinconia comunque temperata dal grande senso dell’ironia che lo ha aiutato a uscire dalle tante difficoltà che ha incontrato nella sua vita.

L’inizio della seduta consiliare è stato caratterizzato dalla protesta in aula dei dipendenti della San Stefar, conclusasi dopo che il Presidente Di Biase ha concesso la parola a una rappresentante sindacale, la quale ha richiamato l’attenzione delle Istituzioni sui problemi della categoria.

La  consigliera comunale  Pdl Daniela Arcieri Mastromattei ha commentato:

comprendiamo la protesta dei lavoratori della riabilitazione che oggi sono piombati nell’aula consiliare , ma ci pare opportuno esprimere un plauso piuttosto per quei lavoratori che versano nelle stesse condizioni e che oggi hanno però mostrato un maggiore rispetto nei confronti del Consiglio comunale, riunito in seduta straordinaria per un momento speciale, scegliendo di non partecipare alla manifestazione in quanto quelli odierni non erano la sede e il momento più opportuno. Pur esprimendo dunque solidarietà per le problematiche denunciate in aula, deploro fortemente tali forme di aggressione, specie nei confronti di coloro che hanno istigato i lavoratori esasperati a tale iniziativa.

Subito dopo il Consiglio è ripreso come da programma.

Ha ricordato il Presidente Licio Di Biase:

Flaiano è nato in una Pescara che era alla ricerca della sua nuova identità dopo l’abbattimento di quella piazzaforte che per tre secoli l’aveva costretta all’interno delle mura, con la costante presenza di militari che ne hanno condizionato vita e abitudini. Il 1910 fu un anno magico per Pescara che stava definendo la sua nuova fisionomia e i suoi assi di sviluppo, mentre la ‘sorella’ rivale Castellamare era in piena espansione nella zona pianeggiante. Tra luglio e agosto si verificò un ribollire di iniziative: a metà luglio venne inaugurato il Grand Hotel Pescara, di fronte alla stazione di Porta Nuova, a inizi agosto ci fu uno dei più grandi spettacoli d’aviazione d’Europa; il 6 agosto ci fu l’inaugurazione del Teatro ‘Vicentino Michetti’. La famiglia di Ennio Flaiano era una delle più in vista della città, una famiglia che seppe guidare la crescita di un figlio speciale.

Il consigliere comunale Augusto Di Luzio (Pdl) ha ringraziato il dottor Edoardo Tiboni ,che grazie al Premio internazionale del cinema intitolato a Flaiano ha saputo mantenere viva la memoria di uno dei più grandi autori del ‘900.

Ha sottolineato il sindaco Mascia:

Flaiano era pescarese, aveva l’orgoglio e il senso d’appartenenza alla sua terra d’origine. Intellettuale indipendente, lontano da scelte ideologiche di partito, ha saputo svelare le debolezze della società a lui contemporanea e nei salotti romani ha sempre portato la sua città natale, la sua terra, la sua gente: lo ritroviamo nella sua celebre frase ‘io faccio le cose che faccio perché sono abruzzese. Non scrivo dell’Abruzzo, ma scrivo da abruzzese.

Quindi il ricordo affidato a Enrico Vaime:

Flaiano era un tipo scherzoso, ti concedeva l’amicizia con generosità e aveva un mito, Peppino De Filippo, lo faceva impazzire di gioia e nel suo studio conservava un telegramma alto mezzo metro che gli aveva scritto lo stesso De Filippo per ringraziarlo di una recensione che Flaiano gli aveva scritto sull’Europa.

Al termine della seduta straordinaria il sindaco ha consegnato le ‘Chiavi della Città’ al giornalista Giovanni Russo, amico di Flaiano, con il quale ha collaborato prima nella redazione della rivista ‘Il Mondo’ poi della redazione del ‘Corriere della Sera’, “un giornalista – ha detto il sindaco Albore Mascia – che ha contribuito a mantenere vivo il ricordo dello scrittore pescarese nelle giovani generazioni”.

Consiglio comunale, Pescara: dedica a Flaiano ultima modifica: 2010-03-06T22:25:57+00:00 da Donatella Di Biase