Pescara,neve.L’opposizione : “una emergenza con abuso di ordinanza”

PESCARA – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Maurizio Acerbo, Enzo Del Vecchio e  Fausto Di Nisio rappresentanti dell’opposizione al Comune di Pescara che  criticano  il Piano Neve e sottolineano le” negligenze e le superficialità ” dell’Amministrazione Mascia:

Una vacanza quasi più lunga di quella natalizia è quella che ha interessato le scuole pescaresi a cui si è accompagnata, forse con troppa leggerezza, anche la chiusura degli uffici pubblici. Una situazione che non ha eguali nel resto del territorio regionale e neanche laddove la coltre bianca è stata maggiore che nella nostra Città.
Paradossalmente si è verificato una cosa più che singolare e cioè che laddove le istituzioni sono chiamate a garantire e tutelate lo svolgimento dei pubblici servizi, queste istituzioni hanno ritenuto più opportuno interromperne le funzioni per un improbabile quanto aleatorio ingolfamento di traffico veicolare e con la dichiarata carenza di parcheggi come se il mezzo pubblico non esistesse.
Già che c’era il Sindaco avrebbe potuto ordinare la chiusura anche dei negozi e dei bar visto che i cittadini sono stati invitati a non abbandonare le proprie case ed a quelli provenienti di fuori Città è stato imposto di non frequentare i nostri uffici pubblici.
Alla gestione superficiale ed irresponsabile dell’evento atmosferico, affrontato senza uno straccio di Piano Neve, che non può essere confuso con l’attivazione di un singolare c.o.c. – Centro Operativo Comunale – le cui linee guida non erano pensate e soprattutto scritte da nessuna parte, ha fatto da contraltare l’utilizzo abnorme dell’istituto dell’ordinanza sindacale che ha contagiato finanche l’Ufficio Prefettizio.
E con lo sciogliersi della neve, grazie soprattutto ad un altro elemento atmosferico, il sole, si scoprono tutte le negligenze e le superficialità in cui è incorso il Sindaco Mascia e la sua amministrazione:
1. nonostante il largo preavviso di nevicate il Comune di Pescara è stato colto completamente privo di un piano di emergenza – Piano Neve – e nessuna forma di convenzione è stata attivata per tempo con i soggetti privati possessori di mezzi adeguati alla rimozione della neve;
2. nessuna riunione operativa è stata organizzata con gli Enti ed Aziende pubbliche operanti sul territorio cittadino come, peraltro, conferma lo scollamento con la GTM e che, comunque, non può non chiamare alle proprie responsabilità anche i vertici di questa azienda; nel combinato disposto delle relative responsabilità tra Comune e GTM chi ne ha subito le conseguenze è stata l’utenza e cioè il cittadino privato di un essenziale servizio pubblico;
3. la gara per l’approvvigionamento di sale è stata svolta in ritardo e tanto che la ditta aggiudicatrice della fornitura ha potuto far affluire una prima parte del materiale solo in data 7 febbraio u.s. e cioè dopo la prima ondata di cattivo tempo;
4. il ricorso a personale da impiegare nella spalatura della neve nei luoghi sensibili o lungo le direttrici pedonali è stato tardivo ed insufficiente in quanto affidato alle disponibilità di agenzie interinali diversamente da quanto fatto nel resto del mondo in situazioni di emergenza.
In definitiva l’amministrazione si è dimostrata completamente inadeguata ed incapace di affrontare una “preannunciata emergenza” che ha comportato un massiccio ricorso alla decretazione d’urgenza con il solo scopo di lenire le proprie manchevolezze ed offrendo una immagine di Pescara ancor più imbambolata di quanto già non lo sia.
Di certo rimane lo sconcerto per quanto si qui accaduto e di quanto siano state inutili, se non al limite dell’offensivo, le continue e divergenti comunicazioni dell’apparato comunale impegnato più a giustificare il proprio fallimentare operato che ad assistere e comunicare all’opinione pubblica la reale situazione determinatasi ed in via di evoluzione.
Ancora una volta è andata in onda l’arroganza e la supponenza di chi si ritiene intangibile e che ogni appunto o critica, financo da parte di semplici cittadini o neutrali osservatori degli organi di comunicazione, diventa un atto di lesa maestà.
Si sciolgono le nevi ma non si sciolgono i nodi di questa incredibile vicenda che chiama alle proprie responsabilità il Sindaco di Pescara nelle forme Statutarie e Regolamentari che verranno attivate alla ripresa dei lavori consiliari.