Pescara,al Teatro Massimo concerto di Varvara Nepomnyashchaya

Varvara 01Diciannovesimo appuntamento della  Stagione Concertistica 2013/2014 della Società del Teatro e della Musica con uno dei talenti più interessanti delle ultime generazioni

PESCARA – Lunedi 24 marzo alle ore 21 .00,al  Teatro Massimo, la giovane musicista russa  Varvara Nepomnyashchaya eseguirà il seguente programma:

W.A. Mozart Sonata in mi bem. magg. K 282
Fantasia in do min. K 396
Sonata in do magg. K 330

F. Chopin Quattro Ballate

Si tratta del diciannovesimo appuntamento della 48ª Stagione Concertistica  della Società del Teatro e della Musica con uno dei talenti più interessanti delle ultime generazioni, vincitrice – fra gli altri – di uno dei premi più prestigiosi in Europa:Premio Geza Anda – Zurigo 2012.

Varvara Nepomnyashchaya, nata nel 1983, dopo essersi formata alla Scuola Musicale Gnessin con la prof. Lidija GrigorieVarvara 02va, viene ammessa al Conservatorio Tciaikovsky di Mosca nella classe del prof. Mikhail Voskressensky, per poi trasferirsi alla Scuola Superiore di Musica del Teatro di Amburgo. Ha ottenuto presto numerosi premi e borse di studio, come il 2° premio al Concorso Bach di Lipsia e a quello di Nagoya nel 2008, il 3° premio al Concorso Brema nel 2009, di Zagabria e di Praga nel 2011. Nel 2012 vince il 1° premio assoluto al 12° Concorso Geza Anda di Zurigo dove la giuria le accorda anche il premio Mozart e il pubblico del Concorso quello per la sua interpretazione del Concerto n. 3 di Beethoven, eseguito con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo sotto la direzione di David Zinman. Da anni svolge un’intensa attività solistica e con orchestre prestigiose quali l’Orchestra della Svizzera Italiana, quella di Zurigo, l’Orchestra da Camera di Vienna e la Sinfonietta della Schaffhouse. Dal 2011 insegna alla Scuola Superiore di Musica del Teatro di Amburgo. Dotata di un talento eccezionale, di una tecnica pianistica fuori del comune e di una straordinaria intelligenza musicale, riesce ad evidenziare nelle sue interpretazioni anche le più piccole sfumature delle opere eseguite che la maggior parte degli interpreti spesso ignora.