L’ultimo saluto a Glauco Torlontano

PESCARA –  È giunto puntuale anche nel suo ultimo viaggio Glauco Torlontano, noto ematologo e stimato politico degli anni ’80, presso la cattedrale di San Cetteo, riuscita a contenere in parte le migliaia di amici e semplici conoscenti, che gli hanno voluto tributare l’ultimo saluto.

Nelle prime file presenti quasi tutte le autorità politiche dal sindaco di Pescara, Mascia, al Presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano ed anche l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso.

CHI ERA TORLONTANO –  Glauco Torlontano era nato il 30 ottobre del 1924, figlio di un imprenditore e di un’insegnante di lettere. Si laureò all’Università della Sapienza di Roma e cominciò a lavorare al Policlinico di Roma, presso la Clinica Medica, con il prof. Cassano. Divenne primario di Medicina all’Ospedale di San Giovanni Rotondo, dove conobbe in quegli anni anche il frate di Pietrelcina.

È stato fondatore del reparto di Ematologia dell’Ospedale Civile di Pescara, nel 1976, a Pescara realizzò il suo primo trapianto di midollo osseo; in pochi anni, sotto di lui, il reparto divenne polo di eccellenza, in Italia e all’estero. Nel 1987 è stato eletto senatore nelle file del PCI e poi nel ’92 e nel ’94, dopo l’esperienza parlamentare ritornò a Pescara, venne eletto come consigliere comunale, dove rimase fino al 2008.  Con passione ed impegno ha condotto la sua battaglia contro l’inquinamento atmosferico  dimostrando  uno straordinario senso del bene comune che andava oltre le logiche di partito.

L’OMELIA – La Santa Messa è stata celebrata dal parroco della Cattedrale don Natoli, che  ha sottolineato in più di una circostanza le qualità di Glauco Torlontano, ed ha poi commentato un brano del vangelo di Giovanni: “ Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei giusti quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, tornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.  E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”. “ Veniva spesso – ha detto Don Natoli durante la sua predica -, al centro Nazareth. Al sapere dei libri e della scienza univa maturità interiore, civica, religiosa, culturale. Conosceva la meditazione e la riflessione, cercava il senso della vita. E’ la sapienza del cuore l’eredità che ci lascia.”

FIORITONI –  Prima della conclusione dell’omelia con voce commossa dal pianto è stato per primo l’amico prof. Fioritoni, a ricordare il prof. Torlontano. “Abbiamo affrontato insieme molte sfide, era un uomo che credeva a tal punto nei globuli rossi da voler creare a Pescara un posto dedicato ad essi, dove si potesse non solo curare ma fare ricerca. Io e Antonio ” ha detto riferendosi al professor Iacone, primario del Dipartimento di Medicina Trasfusionale” siamo sempre stati critici nei confronti della sua irruenza, ci chiamava i Dioscuri. Non so se è stata una sfortuna o una fortuna, ma ero in pronto soccorso quando è arrivato ieri mattina; sono stato con lui fino all’ultimo. Ci siamo guardati e salutati. A me e Antonio ha sempre chiesto di chiamarlo Glauco, ma non ci siamo mai riusciti, lo abbiamo sempre chiamato professore. Oggi ” ha concluso Fioritoni in lacrime”, voglio prendermi la licenza nei confronti di un vecchio e caro amico. Ciao Glauco, rimarrai per sempre nei nostri cuori”.

IL RICORDO DI LUCIANO D’ALFONSO – “ Quando mi recai al Memorial Hospital di New York per curare un mio familiare chiesi dove avrei potuto trovare un presidio valido in Abruzzo. Mi fecero il nome di Torlontano, un medico importante per la medicina che aveva dato notorietà all’ospedale di Pescara. Era un benefattore, non solo per il bene che faceva ma anche perché faceva bene quello che faceva. E’ stato un gigante con una grande passione civile”.

IL SALUTO DI NAZARIO PAGANO – “ Mi trovo qui oggi, non in veste istituzionale – ha spiegato Pagano -, ma in qualità di amico della famiglia Torlontano, in particolare del figlio Giuliano al quale mi lega un’amicizia fraterna. Ho avuto modo di conoscerlo attraverso il figlio – ricorda Pagano – credo che oggi Pescara pianga un uomo di grande valore, di famiglia; era una persona che ha fatto molto per gli altri. Il nostro Ospedale divenne punto centrale di eccellenza, questo suo modo di essere semplice conquistò l’affetto di tutti, desidero ricordarlo così Torlontano – dice Pagano -, lui a passeggio con la sua bicicletta per le vie del centro; ecco vorrei “si rivolge ai figli”  ricordarlo così Glauco Torlontano: era una persona speciale.