Agosto, 2018

09ago21:1523:59Festival internazionale di Tagliacozzo 2018: Suor Angelica

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Quando

(Giovedì) 21:15 - 23:59

Dove

Tagliacozzo

Tagliacozzo 67069 AQ

Informazioni sull'evento

Mercoledì 15 agosto alle ore 21.15 presso il Chiostro di San Francesco a Tagliacozzo, in provincia de L'Aquila, in colaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano e il Teatro Nazionale di Belgado per i 150 anni dalla Fondazione  e con il patrocinio di Ambasciata di serbia in Italia-Ambasciata di Turchia in Italia, va in scena Suor Angelica di Giacomo Puccini.

Una Suor Angelica per la regia di Giandomenico Vaccari, uno dei più straordinari registi della sua generazione, per celebrare i cento anni dalla prima rappresentazione del Trittico di Giacomo Puccini

La prima assoluta ebbe luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York. È tra le poche opere a contenere solo personaggi femminili. Fra le tre opere che compongono il Trittico era la preferita da Puccini. Il 1º maggio 1917 Puccini scrisse al suo amico Pietro Panichelli (un frate domenicano che già lo aveva aiutato per le sonorità religiose di Tosca): «Scrivo un'opera claustrale o monacale. Mi occorrono dunque diverse parole latine ad hoc. La mia scienza non arriva fino… al cielo vostro». Puccini aveva una sorella di nome Iginia che era entrata tra le Monache agostiniane della frazione di Vicopelago di Lucca alle quali il maestro fece ascoltare l'opera al pianoforte.

Sotto la bacchetta di Dejan Savic una coppia straordinaria della grande lirica internazionale: l’eccezionale soprano Chiara TAIGI sarà Suor Angelica, Anna Maria DI MICCO, mezzosoprano di fama internazionale originaria della Città di Tagliacozzo la crudele Zia Principessa.

Con loro l’Orchestra di Stato del Teatro dell’Opera di Georgia e il Coro Lirico d’Abruzzo.

L’evento è in collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano e il Teatro Nazionale di Belgrado.

Abbiamo scelto la Suor Angelica – dice Sipari – come omaggio al centenario dalla prima rappresentazione del 1918. La musica di Puccini, assolutamente eccezionale sotto ogni punto di vista, regalerà agli spettatori una serata di incredibile bellezza soprattutto perché tutto è immerso in un allestimento nuovo all’interno dello straordinario Chiostro di san Francesco”.

L'azione si svolge verso la fine del XVII secolo, tra le mura di un monastero nei dintorni di Siena.

Da sette anni Suor Angelica, di famiglia aristocratica, ha forzatamente abbracciato la vita monastica per scontare un peccato d'amore. Durante questo lungo periodo non ha saputo più nulla del bambino nato da quell'amore, che le era stato strappato a forza subito dopo la nascita.

L'attesa sembra finalmente terminata: nel parlatorio del monastero Angelica è attesa a colloquio dalla zia principessa. Ma la vecchia signora, algida e distante, non è venuta a concederle il sospirato perdono, bensì a chiederle un formale atto di rinuncia alla sua quota del patrimonio familiare, allo scopo di costituire la dote per la sorella minore Anna Viola, prossima ad andare sposa. Il ricordo di eventi lontani ma mai cancellati dalla memoria e la possibilità di avvicinare una persona di famiglia spingono Angelica a chiedere con insistenza notizie del bambino.

Ma con implacabile freddezza la zia le annuncia che da oltre due anni il piccolo è morto, consumato da una grave malattia. Allo strazio della madre, caduta di schianto a terra, la vecchia non sa porgere altro conforto che una muta preghiera. Il pianto di Angelica continua, soffocato e straziante, anche dopo che la zia, ottenuta la firma, si allontana. Nel suo animo si fa strada l'idea folle e disperata di raggiungere il bambino nella morte per unirsi a lui per sempre. È scesa intanto la notte e Suor Angelica, non vista, si reca nell'orto del monastero: raccoglie alcune erbe velenose e con esse prepara una bevanda mortale.

D'improvviso, dopo aver bevuto pochi sorsi del distillato, Angelica è assalita da un angoscioso terrore: conscia di essere caduta in peccato mortale, si rivolge alla Vergine chiedendole un segno di grazia. E avviene il miracolo: la Madonna appare sulla soglia della chiesetta e, con gesto materno, sospinge il bambino fra le braccia protese della morente. Suor Angelica cade riversa dolcemente e muore.

Chiara Taigi. Ha lavorato con Abbado, Muti, Tate, Chailly, Pappano, Scimone, Pidò, Gardiner, Queler, Metha, Gergiev, Temirkanov pressochè tutti i teatri lirici italiani e i principali esteri. Tra i molti titoli, il suo curriculum annovera sia quelli di più rara esecuzione sia le più note Bohème, Turandot (Liù), Tosca, Andrea Chénier, Nabucco, I due Foscari, Simon Boccanegra, Ballo in maschera, Aida, Otello, Medea, Tabarro, Suor Angelica, Cavalleria rusticana, Pagliacci.

Tra le sue interpretazioni si ricordano: Teatro Regio di Torino nel 2008 Medea e nel 2013 Andrea Chénier ripetuta al Festival 2012 di Bregenz, Francesca da Rimini per il Metropolitan di New York nell’estate 2013 dopo Tosca a Seoul e Bohème a Trapani, per quattro volte al festival “Bellini” al Teatro greco-romano di Taormina quale Nedda nei Pagliacci, il Requiem K.626 di Mozart e la Messa da Requiem di Verdi a San Pietroburgo con Gergiev, dove si è esibita anche in Simon Boccanegra con Metha e Aida; Aula Nervi “Paolo VI” in Vaticano nel 2013 nella prima esecuzione del Requiem e del Magnificat di D. Bartolucci, nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi per Papa Francesco del 2014 e a Bilbao quale Leonora ne La forza del destino, nel 2014 Manon Lescaut alla Welsh National Opera diretta da Jan Latham Koenig, a Cardiff, Bristol e in tour in altre città inglesi, ripresa nel finlandese Festival estivo di Savonlinna; Messa da Requiem di Verdi con l’Orchestra “Verdi” a Milano; Norma al Festival del Mediterraneo al Teatro greco di Siracusa, Don Giovanni (Donna Anna) al Festival di Taormina; in agosto ha cantato un concerto a Parigi con un gruppo cameristico dei Wiener Philharmoniker.

Anna Maria Di Micco. Originaria di Tagliacozzo, il suo esordio è stato al Teatro alla Scala di Milano nel Tancredi di Rossini diretto da D. Gatti per la regia di P. L. Pizzi, a cui ha fatto seguito la Quickly del Falstaff verdiano diretta da R. Muti, con la regia di G. Strehler, ruolo ripetuto anche nei teatri di Parma, Verona, Genova, Siviglia e Piacenza accanto a R. Bruson e R. Raimondi. Nel suo repertorio l’italiana in Algeri (Isabella) a Düsseldorf, Parma, Modena, Piacenza, Brescia, Cremona, Bergamo, Pavia; Tancredi (Tancredi) al Teatro de la Zarzuela di Madrid, regia di Pizzi; l’Adelaide di Borgogna (Ottone) per la Radio Televisione Croata a Zagabria e Il Viaggio a Reims (Melibea), a Liegi , diretta da A. Zedda. Tra gli altri ruoli ha al suo attivo: Le nozze di Figaro di Mozart (Cherubino) a Vienna; Madama Butterfly (Suzuky) al Comunale di Bologna e a Valladolid; Werther (Charlotte) a Vienna; Rigoletto (Maddalena) a Zurigo con Leo Nucci; Il matrimonio segreto (Fidalma); La cavalleria rusticana (Lola) diretta da R. Muti, al Festival di Ravenna trasmessa da Rai Uno; il Trittico pucciniano al Teatro Bellini di Catania; la Suor Angelica (zia Principessa) a Zurigo e Verona; La Favorita (Leonora) a Pamplona. Ha lavorato con Jose Carreras. E’ Carmen all’Arena di Verona, regia di F. Zeffirelli, Ulrica in Un ballo in maschera di G. Verdi a Rennes e a Trapani; Il Trovatore di Verdi (Azucena) a S. Etienne (Francia), ad Oporto e al V. Emanuele di Messina; il Don Carlo di G. Verdi allo Städtischebühnen Münster; La Forza del Destino di G. Verdi all’Opera Royale de Wallonie di Liegi. Ha inciso per NAXOS e Bongiovanni. Di recente è stata impegnata in una serie di concerti in onore di M. Callas a Seoul e a Houston.