Ottobre, 2018

07ott18:0019:30Caprò al Museo delle Genti d'Abruzzo a Pescara

capro 7 ottobre

Quando

(Domenica) 18:00 - 19:30

Dove

Museo delle Genti D'Abruzzo

Via delle Caserme, 24, 65127 Pescara PE

Informazioni sull'evento

Domenica 7 ottobre alle ore 18 al Museo delle Genti di Abruzzo a Pescara andrà in scena Caprò, spettacolo teatrale di Vincenzo Mambella, diretto e interpretato da Edoardo Oliva.

Un lavoro ispirato alle storie di immigrazione che ha per protagonista Cαprò, un contadino abruzzese di fine Ottocento, cresciuto nell’amore ostile dei suoi genitori e nell’attaccamento viscerale alla terra; in assenza di sogni e desideri, vive quelli riflessi del giovane fratello, anima inquieta e sensibile. Quando accadrà qualcosa che inceppa il suo protettivo pendolo interiore, una illusoria fuga lo soccorrerà dall’incapacità di sopravvivere all’imponderabile. La vicenda tragica di Cαprò ha sullo sfondo l’immane tragedia del naufragio della nave Utopia che, diretta in America, nel 1891 s’inabissò al largo di Gilbilterra provocando la morte di circa 600 migranti, per lo più contadini italiani. A bordo anche 14 abruzzesi di Fraine, in provincia di Chieti.

Una storia, quella di Cαprò, che non rompe completamente il muro dell’oblio, non approda sui libri. Una storia che ,nel suo “giro di do” ,inghiotte le piccole storie delle tante trascurabili vite di cui si nutre per garantirsi la perpetuità, le cui umanità, piene delle bellezze e delle bruttezze di ogni esistenza, si perdono per sempre.
Non abbiamo voluto raccontare il naufragio della nave “Utopia “che tanto ricorda gli accadimenti tragici che ogni giorno apprendiamo dalla cronaca, tenendoci lontani dalla retorica che spesso accompagna il racconto di quelle tragedie . Il fatto storico e l’emigrazione restano sullo sfondo. Partendo da quei fatti e da un substrato arcaico, senza nessuna pretesa storica o simbolica, abbiamo cercato un approdo che rendesse questa piccola storia, così lontana nel tempo, nella sua essenza archetipica, universale. Lo smarrimento di un solo uomo, pertanto, una solitudine, un anonimo contadino di fine ottocento che si agita su un fazzoletto di terra con i pochi oggetti che scandiscono la sua vita. E’ sul quel pezzo di terra che si compie il suo vero naufragio in attesa di quello che lo consegnerà alla storia. Una piccola vicenda umana dunque, ancora sommersa in qualche fondale, forse immaginaria o forse no, che riemerge dal tenero e rabbioso racconto del protagonista: un uomo di più di un secolo fa, con i suoi conflitti, le sue fragilità, le sue responsabilità, le sue colpe, le sue punizioni. Non un eroe quindi, ma un “eroe tragico”. O più semplicemente: Cαprò

Caprò è la prima tappa di una trilogia su “Destino e destinazioni”.

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