Una visione vecchia della Regione

E’ quanto sostiene Gianni Melilla, segretario regionale di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’

PESCARA – Si legge nella nota di Mellilla:

la Regione Abruzzo anche per le gestioni commissariali facenti capo direttamente al Presidente della Giunta(le più rilevanti sono quelle della Sanità e dellla ricostruzione dell’Aquila) ha accentuato in questi 3 anni una vocazione alla gestione amministrativa violando così il dettato dello Statuto Regionale e quanto stabilito dalle leggi di riforma della Costituzione nel segno del federalismo e della sussidiarietà. Infatti le Regioni devono essere in uno Stato Federale organi di alta legislazione, programmazione e controllo delle funzioni sempre più delegate agli enti locali o alle aziende strumentali e alle agenzie istituite per singoli settori. Ciò in Abruzzo non solo non vale ma viene contraddetto dal fatto che si è interrotta la riforma che assegnava crescenti deleghe ai comuni e alle province e addirittura si pensa con l’abolizione delle agenzie e delle aziende regionali di riportare la gestione di interi settori complessi come l’agricoltura o l’ambiente sotto l’ala degli Assessorati regionali competenti. La Regione tornerebbe ad essere una struttura elefentiaca con centinaia e centinaia di nuovi dipendenti e con gli assessori al comando della gestione ordinaria dei problemi senza neanche la flessibilità derivante dall’ordinamento giuridico autonomo delle aziende e delle agenzie .
Si tratterebbe di un enorme salto all’indietro di stampo tardodemocristiano senza neanche la cultura di governo che comunque la DC aveva insieme agli altri grandi partiti popolari della prima repubblica. I risparmi sulla spesa non sono una giustificazione perchè riguardano solo i costi dei vertici apicali che già sono stati aboliti per legge non standoci cda all’ARSSA, all’APTR, all’ARTA. La spesa per i direttori generali si può risparmiare cambiando la legge e magari favorendo la mobilità di dirigenti della Regione,
La Regione deve invece esaltare le sue funzioni di indirizzo e di regolazione dei processi istituzionali praticando sempre di più una politica di pari dignità con lo Stato e il Governo sulle materie che le riforme costituzionali le hanno assegnato in maniera esclusiva o concorrente. In futuro la Regione dovrà ridurre il suo personale qualificandolo sempre di più in rapporto alla sua natura di alto organo legislativo e di controllo. Al contrario la attuale Giunta pensa di ritrasferire personale alla Regione soffocandola in una gestione ordinaria e burocratica. Fermiamoci in tempo, leggiamo quello che dice la massima legge regionale cioè lo Statuto( che conosco bene avendolo proposto io alla approvazione unanime del Consiglio Regionale) e adeguiamo la politica regionale alla missione che ci assegna.
E soprattutto concentriamocisull’aggiornamento del sistema normativo della Regione Abruzzo che su alcune materie è fermo alle leggi di settore di 10 anni fa. Rivoluzioniamo l’assetto istituzionale assumrendo il livello regionale come unico riferimento organizzativo per tutte le aziende e consorzi dalla sanità (una sola ASL), ai trasporti, alla promozione industriale, alla edilizia popolare e a tutti i settori della vita economica e sociale. Non solo si risparmierebbero tanti soldi, ma si faciliterebbe una politica di programmazione e controllo. Avendo proposto questa riforma da anni, so quante resistenze politiche ci siano, ma penso che questa resti l’unica via per dare forza alle Istituzioni e alla Società abruzzese.