Toscana, Town Meeting sul paesaggio: un esempio anche per le altre regioni

Partecipazione diretta dei cittadini al governo locale. Cinque le località emblematiche del paesaggio toscano scelte come sedi per dar voce agli abitanti.

FIRENZE – Il 6 Febbraio si è svolto il  Town Meeting progettuale sul paesaggio “Bello, possibile , partecipato: quale futuro per il paesaggio toscano?”, promosso dalla Regione Toscana, che dopo aver adottato il piano paesaggistico, prima della sua approvazione conclusiva, ha inteso attivare un dibattito pubblico con i cittadini, la cultura scientifica e professionale in materia, nello spirito della Legge sulla partecipazione (L.R. 69/2007).

Il Town meeting è uno strumento di partecipazione diretta al governo locale da parte dei cittadini che ha le sue origini nella regione statunitense del New England, e che ha avuto un notevole sviluppo negli ultimi quindici anni negli Stati Uniti e recentemente anche in Europa. La declinazione moderna del Town Meeting (l’electronic Town Meeting) permette, da un lato, di trasmettere tempestivamente gli esiti dei lavori di gruppo ad un’assemblea plenaria e, dall’altro, introduce la possibilità di conoscere le opinioni dei singoli attraverso il televoto.

L’elettronic Town Meeting è composto da quattro fasi di lavoro:
– l’informazione e l’approfondimento, che consente ai partecipanti di acquisire confidenza rispetto agli argomenti;
– la discussione per piccoli gruppi (10 persone), che facilita l’ascolto reciproco e il confronto con opinioni divergenti dalla propria;
– la riflessione, sugli esiti dei lavori di gruppo, una volta sintetizzati e restituiti all’intera assemblea;
– la votazione, che permette ai partecipanti di esprimere le proprie preferenze.

Si è avuto dunque un momento di partecipazione diretta da parte dei cittadini al governo locale , ma il”town meeting”,questa volta, ha avuto un svolta metodologica, perché  non si è proceduto solo alle discussioni per piccoli gruppi, ma si è proseguito con “laboratori progettuali”.

Infatti  cittadini e tecnici (architetti e urbanisti) si sono riuniti attorno a grandi foto aeree dei 5 rispettivi territori per tracciare nuove linee per il futuro di un paesaggio talvolta compromesso e sofferente , ma sempre di enorme valore non solo per i toscani.Le sedi per svolgere questo progetto sono state scelte in 5 realtà diverse, ma emblematiche del paesaggio toscano; i 130 cittadini che hanno partecipato, sono stati estratti a sorte tra i residenti dei 5 comuni.

Questi essendo in località diverse sono stati collegati in streaming, hanno ricevuto informazioni tecniche, hanno discusso  e televotato, hanno disegnato nuove idee partendo dalle fotografie esaminate. Tante le domande che sono state poste:

Cosa accade a colline, campi, vigne, cipressi e casali del mitico Chianti? Com’è cambiato uno fra i paesaggi più dolci e armoniosi al mondo dopo i cambiamenti nell’organizzazione agricola? Che potrebbe succedere, in Valdichiana, con gli impianti per la produzione di energia pulita nell’entroterra di Cortona? Le pale eoliche che aiutano l’energia verde davvero rovinano il paesaggio? C’è un futuro per i delicatissimi equilibri (dune, pineta, spiaggia, mare, campi) nella fragile lingua di terra che unisce Argentario e terraferma? E Piombino, icona di una città industriale sul mare, ce la farà a conciliare le sue spesso contraddittorie anime? Quale il futuro del paesaggio in un’area così satura di costruzioni come la Prato dei capannoni, delle fabbriche, delle case? E’ possibile, per Prato, ripensare la sua identità territoriale quando molte fabbriche vengono smantellate? E che fare delle piccole aree verdi scampate all’espansione industriale?

I  dati del Town Meeting e i risultati della loro elaborazione  saranno presentati e illustrati il 19 Febbraio,nel rinnovato Cenacolo di Sant’ Apollonia, in un importante Convegno: “Gli Stati Generali del Paesaggio”, organizzato dalla Regione Toscana, in occasione del decennale della stipula (Firenze 2000) della Convenzione Europea sul Paesaggio e in coerenza con la concezione di paesaggio che la stessa Convenzione sancisce.