Terremoto in Abruzzo. Tragedia annunciata?

Il gravissimo terremoto che ha colpito l’Abruzzo ci spinge a riflettere su una delle calamità più distruttive che possono colpire la Terra ed un interrogativo si fa avanti: gli eventi sismici sono ancora impossibili da prevedere? Se si abbatteranno preconcetti in stile medievale… sì.

terremoto6ABRUZZO IN GINOCCHIO
Poco prima dell’alba alcune scosse telluriche (5,8 gradi della scala Richter) hanno fatto tremare la Terra in Abruzzo con epicentro in provincia dell’Aquila, provocando un centinaio di morti ed un’infinità di feriti e sfollati. I comuni interessati in modo serio dal sisma sono almeno 26. I danni più gravi si riscontrano all’Aquila: sono crollate case vecchie ma ancora abitate. Inagibile al 90% anche l’ospedale. Quasi rasa al suolo la frazione di Onna, dove su 350 abitanti ci sono 18 vittime e una trentina di dispersi, molte vittime anche nella frazione di Paganica. Abitazioni più antiche crollate e edifici più nuovi danneggiati nei comuni di Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio delle Camere, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, ecc…e nei centri dell’Altopiano delle Rocche. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha già firmato lo stato d’emergenza nazionale, mobilitando anche l’esercito e recandosi immediatamente nelle zone colpite per accertarsi della situazione. La gestione dell’emergenza è stata affidata a Guido Bertolaso, che ha parlato di “situazione drammatica, la peggiore tragedia di quest’inizio millennio”

original_u204IL TERREMOTO E’ UNA EVENIENZA IMPREVEDIBILE?
I terremoti sono stati da sempre eventi imprevedibili e distruttivi, ma oggi con le tecnologie più avanzate è ancora impossibile prevederne il loro impatto sul nostro Pianeta? A quanto pare la risposta a tale quesito sembrerebbe negativa; anche il capo della Protezione Civile Bertolaso si è subito preoccupato di rimarcare l’imprevedibilità di tali eventi; tuttavia si registrano pareri dissenzienti che aprono nuove prospettive che potranno di volta in volta scongiurare tantissime tragedie. Giampaolo Giuliani, ricercatore Istituto Nazionale Di Fisica Nucleare, è l’inventore di un sistema per prevedere i terremoti che tante polemiche aveva suscitato pochi giorni prima della tragedia che ha colpito l’Italia. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni, evidentemente, non erano errate, ma soltanto anticipate. “C’è gente che si diverte a spargere notizie infondate ed allarmi” aveva tuonato lo stesso capo della Protezione civile il 31 marzo. I fatti malauguratamente hanno smentito lui e tutti coloro la pensavano uguale. I terremoti sono prevedibili eccome, anche se scientificamente non è stato ancora dimostrato. Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti sono attualmente i paesi maggiormente impegnati in questa direzione. Nel 1975 i cinesi riuscirono a prevedere il terremoto di Hanshan e disporre l’evacuazione di 90.000 abitanti solo due giorni prima che il sisma distruggesse o danneggiasse il 90% degli edifici della città.

QUEGLI “INSENSATI” PRECONCETTI
In Italia però vi è ancora un diffuso scetticismo che a volte pare dissotterrare idee da tribunale dell’Inquisizione cinquecentesco, ostacolando il progresso scientifico-tecnologico. Non a torto qualcuno affermava che c’è gente che non è mai giunta ai concetti perché è rimasta ferma ai preconcetti, come non è mai giunta al giudizio, restando nel pregiudizio. D’altronde è così anche nel campo della medicina, vedasi la questione delle cellule staminali… Persino il rispettabile Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce come non siano stati messi a punto strumenti precursori di scosse telluriche. Così fra ipotesi, preconcetti, scambio di vedute…sono morte decine e decine di persone…Forse non si è ancora capito che non si tratta di dirimere protagonismi infantili e scellerati, ma di salvare la vita a degli esseri umani.
Giuliani dal canto suo va controcorrente e specifica che il suo “precursore sismico” arriva a preannunciare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. “Nel 2001 -afferma Giuliani- stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l’Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon. Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L’Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell’evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon”. Gli scienziati cercano di individuare altri indizi potenziali dell’incombere di un terremoto in rigonfiamenti della superficie terrestre e in variazioni del campo magnetico terrestre, del livello dell’acqua nei pozzi, e anche del comportamento degli animali domestici. Un nuovo metodo allo studio negli Stati Uniti si propone di misurare l’accumulo della tensione crostale.

UN TRAGICO ELENCO DI MOVIMENTI TELLURICI
Prendendo in esame gli ultimi 100 anni la nostra Penisola è stata spesso teatro di terremoti catastrofici. Lo Stivale è, infatti, in buona parte a rischio sismico, cioè suscettibile di movimenti della crosta terrestre. Il primo grande terremoto degli ultimi cent’anni fu quello del 1908, entrato nella storia come Terremoto di Messina. Il 28 dicembre alle ore 5,21 del mattino, nella piena oscurità e con gli abitanti immersi nel sonno, un terremoto (uno dei più potenti della storia italiana), raggiunse i 7,1° gradi della scala Richter, seguito da un maremoto. La città di Messina, con il crollo di circa il 90% dei suoi edifici, fu quasi rasa al suolo. Nel 1930 un terremoto colpì soprattutto la Basilicata e la Campania, nella zona di Ariano Irpino, ma anche alcuni comuni della Puglia in provincia di Foggia: il sisma provocò la morte di 1404 persone. Nel ’68 toccò alla Valle del Belice entrare nell’albo nero delle tragedie cagionate dalle scosse telluriche: tra i 14 centri colpiti dal sisma vi furono paesi che rimasero completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago. Le vittime furono 370, un migliaio i feriti e circa 70 000 i senzatetto. Il terremoto del 1968 mise drammaticamente a nudo lo stato di arretratezza in cui vivevano quelle zone della Sicilia occidentale. Poi si registrano altri terremoti, dagli esiti meno devastatori, in Tuscanica nel ’71 e Friuli nel 1976. Nel 1980 l’ultimo terremoto dagli esiti apocalittici si registrò nell’Irpinia causando circa 2.735 morti.

di Alberto Sigona