Teramo: ‘Ricordati di me’, il libro della mediatrice culturale Hélène Mattei

Racconti d’ immigrati in cerca di lavoro: 30 giugno ore 17,30 presso la biblioteca Delfico

TERAMO – Ricordati di me: i drammi e le storie di immigrati occupati e in cerca di lavoro narrati nel libro della mediatrice culturale Hélène Mattei in Provincia e creato da Nicola Catenaro. Il volume sarà presentato giovedì 30 giugno, nella sala audiovisivi della biblioteca Dèlfico alle ore 17,30, alla presenza dell’assessore al Lavoro e alla Formazione professionale, Eva Guardiani e della dirigente del settore, Daniela Cozzi.

Hélène Mattei è nata in Francia e, da circa venticinque anni, vive e lavora a Teramo. Ha svolto il ruolo di lettrice di lingua francese in alcune scuole della provincia, occupandosi anche di traduzioni e interpretariato.

I personaggi del libro pubblicato da Lisciani Group sono  un’operaia cinese licenziata dopo aver ricevuto dallo stesso datore di lavoro l’invito a prendersi una giornata di riposo che, però, senza la richiesta formale di assenza per malattia, le è costata l’interruzione del rapporto per giustificato motivo. Un agricoltore marocchino che, pur volendo tornare in patria perché con la crisi il costo della vita in Italia è alto, è costretto a rimanere: la figlia, ormai integrata, non vuole andare via. E poi un ingegnere elettronico dello Sri Lanka che ora fa l’aiuto cuoco, un veterinario del Congo diventato portiere di notte, un musicista di Casablanca che monta frigoriferi, una rumena in cerca di lavoro come badante per mandare il figlio all’università e tanti altri che testimoniano delle realtà davvero toccanti.

Il libro infatti, è il frutto del lavoro svolto da Hélène Mattei presso il Centro per l’impiego di Nereto della Provincia che, intervenendo in una delle aree del territorio dove il fenomeno dell’immigrazione è più evidente, ha avuto la possibilità di intercettare drammi e storie di tanti immigrati. I nomi sono di fantasia ma le storie sono vere.

Come scrive Lorena Carone, responsabile del Centro per l’impiego di Nereto nella prefazione al volume, la mediazione culturale

è un servizio rivolto ad un’utenza doppiamente svantaggiata, immigrata e senza lavoro, immigrata e bisognosa di strumenti che facilitino l’integrazione, immigrata e oggetto di pregiudizi.

Un lavoro non facile che, spesso, richiede una preparazione che va al di là della semplice conoscenza di nozioni tecniche specialistiche o delle lingue e impegna, tanto, anche sul piano psicologico. Nei Centri per l’impiego della Provincia, attualmente, lavorano cinque mediatori.